Droghe: dall’ONU una spinta alla Riduzione del Danno

25 Marzo 2024

Redazione

https://www.fuoriluogo.it/forum_droghe/comunicati_stampa/droghe-onu-spinta-alla-riduzione-del-danno/

Per la prima volta una risoluzione della Commission on Narcotic Drugs delle Nazioni Unite include esplicitamente la riduzione del danno fra le azioni utili alla risoluzione della crisi di overdose. Risoluzione approvata rompendo il metodo del consenso che permetteva a Russia e Cina di tenere in ostaggio le politiche sulle droghe.

Con un clamoroso voto in plenaria, il primo dopo 50 anni di decisioni prese sempre con il metodo del consenso, la Commission on Narcotic Drugs delle Nazioni Unite di Vienna ha rotto l’ipocrisia che le aveva sempre impedito anche solo di nominare le parole Riduzione del Danno.” È così che Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe che rappresenta alle Nazioni Unite, introduce la notizia che la Commissione Droghe dell’ONU (CND) venerdì scorso ha approvato una risoluzione in cui, con uno storico voto 38 a 2 (contrarie solo Cina e Russia).

Il documento, presentato da 21 paesi, aveva al centro il dramma delle overdose, in particolare da da oppioidi sintetici, e le risposte in termini di politiche sulle droghe. Anche per questo gli Stati Uniti, dove l’epidemia di overdose ha provocato 650.000 morti negli ultimi 10 anni, dopo un lungo processo diplomatico di continua mediazione alla ricerca del “consensus”, in particolare con la Russia che rifiutava anche solo di nominare la riduzione del danno, hanno tenuto duro e costretto quest’ultima a chiedere il voto.

Per Fiorentinisi tratta un importante passo politico: sinora il “consensus” a Vienna (dove ha sede la CND, ndr) ha sempre impedito a quest’organo politico di prendere atto delle evidenze scientifiche che provano l’efficacia della riduzione del danno per prevenire anche le morti droga-correlate, oppure di affrontare temi “divisivi” come la riforma verso la regolazione. Ora che la riduzione del danno è ufficialmente entrata nel linguaggio della CND – continua Fiorentini – cadono tutti gli alibi: anche in Italia dove la crociata ideologica del sottosegretario Mantovano ha fatto rimuovere il termine dalla relazione sulle dipendenze del Governo Meloni.” “Il fatto è – sottolinea il segretario di Forum Droghe riferendosi all’ultimo decreto Fentanyl del governo – che non si risolve nulla creando allarme e inserendo nuove sostanze e precursori in tabella. Questa è solo propaganda: per salvare vite bisogna invece rendere disponibili dappertutto servizi di riduzione del danno”.

Susanna Ronconi, Responsabile delle Ricerche di Forum Droghe, anche lei a Vienna la scorsa settimana, sottolinea come sia “apprezzabile la scelta del Governo italiano di rimanere all’interno della posizione comune dell’Unione Europea, votando a favore della risoluzione. Adesso c’è solo da riprendere il lavoro fatto nell’ultima conferenza sulle droghe di Genova, approvare il Piano d’Azione Nazionale sulle Dipendenze (PAND) bloccato per motivi puramente ideologici dal Governo Meloni. È tempo – conclude Ronconi – di definire, implementare e finanziare gli interventi di Riduzione del Danno che sono Livelli Essenziali d’Assistenza, inattuati, sin dal 2017 come ci ha richiamato a fare il Comitato per i Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite.” 

L’Ufficio Stampa

Roma, 25 marzo 2024

Focus

Maggiori info su www.fuoriluogo.it/cronachedavienna

La Commission on Narcotic Drugs (CND) è l’organo di governo politico delle tre convenzioni dell’ONU sulle droghe (1961, 1971, 1988). Si riunisce a Vienna ogni anno, vi partecipano con diritto di voto 53 paesi fra quelli aderenti alle convenzioni, eletti a livello regionale. Fra questi l’Italia.

Le 2 novità storiche. La prima è che a differenza dei precedenti 50 anni di storia, per la prima volta si è andati al voto su una risoluzione da approvare in plenaria. Si è così usciti dal “consensus” di Vienna che per decenni ha reso impossibile adottare testi innovativi sul tema delle politiche sulle droghe. La seconda è l’inclusione in un testo approvato dalla CND del termine “Riduzione del Danno”, finora sempre espunto dal linguaggio per l’opposizione di Cina e Russia (ma un tempo anche degli stessi USA) che rendevano impossibile l’adozione di documenti con il metodo del consenso.

Il linguaggio innovativo. Nel dispositivo della risoluzione, la CND “Incoraggia gli Stati membri a esplorare approcci innovativi, come appropriato e in conformità con la legislazione nazionale, per affrontare più efficacemente le minacce alla salute pubblica e individuale poste dall’uso non medico e non scientifico di droghe, in particolare l’overdose, coinvolgendo tutti i settori interessati, sostenendo la ricerca, la raccolta di dati, l’analisi delle prove e la condivisione delle informazioni, rafforzando i sistemi di assistenza sanitaria e, come appropriato, in conformità con la legge nazionale e in base agli obiettivi delle convenzioni internazionali sul controllo delle droghe, se consentito dalla legge nazionale e incluso nelle politiche nazionali sulle droghe, misure di riduzione del danno volte a prevenire e ridurre al minimo le conseguenze negative per la salute pubblica e la società dell’uso non medico di droghe, anche al fine di prevenire e rispondere alle overdose, e costruire la capacità delle forze dell’ordine e degli operatori sanitari di rispondere a questa sfida.

Il risultato del voto. Hanno votato a favore 38 paesi: Argentina, Australia, Austria, Belgio, Bolivia, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Francia, Finlandia, Ghana, Guatemala, Ungheria, India, Indonesia, Italia, Giappone, Lituania, Malta, Messico, Marocco, Olanda, Perù, Polonia, Portogallo, Corea del Sud, Arabia Saudita, Singapore, Slovenia, Sud Africa, Spagna, Svizzera, Tailandia, Trinidad e Tobago, Gran Bretagna, USA, Uruguay. Contrari solo 2: Russia e Cina. Si sono astenute Algeria, Armenia, Bangladesh, Repubblica Dominicana, Iran, Zimbabwe.

La spinta degli USA: gli Stati Uniti sono teatro di una epidemia di overdose che ha provocato più di 630.000 morti negli ultimi 10 anno, la maggior parte di queste per l’uso di oppiodi sintetici. La crisi è stata causata da un eccesso di prescrizioni legali di oppioidi da parte dei medici che ha causato dipendenze dal farmaco che, una volta terminata l’esigenza medica, hanno cercato una soluzione nel mercato illegale dell’eroina e dei farmaci sintetici. La recente invasione del mercato illegale da parte del fentanyl, un oppioide molto potente e quindi difficilmente dosabile, ha contribuito alla crescita esponenziale delle overdose. L’intervento del segretario di Stato Blinken ai lavori del segmento ad Alto Livello della CND ha sottolineato l’importanza delle pratiche di riduzione del danno.

Forum Droghe, fondata nel 1995, si occupa di politiche sulle droghe a livello nazionale ed internazionale. È membro dell’International Drug Policy Consortium e della Coalizione Italiana per i Diritti e le Libertà Civili e partecipa al Civil Society Forum on Drugs della Commissione Europea. Dal 2017 è organizzazione accreditata con status consultivo all’ONU.

Cannabis legale dal 1° aprile. Non è uno scherzo. È la Germania.

23 Marzo 2024

Leonardo Fiorentini

https://www.fuoriluogo.it/forum_droghe/comunicati_stampa/droghe-onu-spinta-alla-riduzione-del-danno/

Leonardo Fiorentini, Segretario di Forum Droghe, scrive sulla definitiva approvazione della legge sulla cannabis in Germania su l’Unità del 23 marzo 2024.

Il 1° aprile gli 80 milioni di cittadini tedeschi potranno piantare tre semi di cannabis. Il Bundesrat, la camera alta dove sono rappresentati i 16 Lander che compongono la Germania, ha infatti approvato ieri, con un voto a larga maggioranza (50 a 16), la legge promossa dal Ministro della Salute Karl Lauterbach (SPD). Si tratta del primo pilastro di un progetto di riforma complessiva del regime legale della cannabis: in questa prima fase sarà depenalizzato il possesso di un massimo di 25 g di cannabis (50 g a casa), consentita la coltivazione privata di un massimo di tre piante di cannabis per uso personale e stabilito un quadro di riferimento per i Cannabis Social Club, le associazioni no-profit che previa autorizzazione potranno coltivare e fornire cannabis ai propri membri (massimo 500).

Sono state quindi superate le obiezioni di alcuni governi regionali più conservatori, come la Baviera, che avevano tentato di bloccare il processo (vedi quanto scritto su queste pagine il 2 marzo scorso). Evitato il “comitato di mediazione” tra le due camere, ma soprattutto un allungamento dei tempi a ridosso della fine legislatura. Il tritacarne elettorale avrebbe messo a rischio la legge, anche perchè la coalizione del semaforo pare in difficoltà nei sondaggi. Confermata invece la cancellazione dei precedenti penali legati alle condotte ora legali, con buona pace dei rappresentanti dei sistemi giudiziari locali, che anche nel dibattito parlamentare di ieri hanno sollevato il problema del carico di lavoro. Dovranno spostare risorse, dai processi per cannabis alla ripulitura automatica delle fedine penali.

Lauterbach ha cantato vittoria, annunciando che “la legalizzazione della cannabis è in arrivo il lunedì di Pasqua” e affidandosi al buon senso dei consumatori. “Per favore, usate questa nuova opportunità in modo responsabile e aiutate a proteggere i bambini e i giovani” ha scritto su X. In poche parole ha reso evidente il cambio di paradigma, che inizia con il riconoscere alle persone che usano sostanze – nel rispetto delle evidenze – la capacità di autoregolare il proprio uso e non essere destinati ad un inevitabile ed inarrestabile “tunnel della droga”.

Nonostante il secondo pilastro, quello della sperimentazione di mercato regolato, sembri ancora lontano dall’essere incardinato, si tratta di una pietra miliare del processo di riforma delle politiche sulle droghe nel mondo. Sia per il numero di cittadini coinvolti (il doppio del Canada) ma anche per il ruolo politico ed economico della Germania nel vecchio continente. Dopo Lussemburgo e Malta, che hanno già introdotto norme simili, l’Europa non sembra fermarsi: sarà presto il turno della Repubblica Ceca, mentre l’Olanda ha recentemente confermato il proprio esperimento di fornitura legale della cannabis ai coffeshop di 10 città. In Italia la speranza arriva dal basso, con la raccolta firme per la proposta di legge popolare di Io coltivo, che riprende la normativa tedesca, che si avvia verso il traguardo delle 50.000 firme.

New York approva 114 permessi di marijuana per uso adulto mentre i negozi legali restano illeciti 24 su 1

22 marzo 2024

A cura dello staff di MJBizDaily

https://mjbizdaily.com/new-york-oks-114-adult-use-marijuana-permits-legal-stores-trail-illicit-24-1/

Venerdì le autorità di regolamentazione di New York hanno approvato altre 114 licenze per marijuana per uso adulto, ma i negozi illeciti continuano a superare in numero gli operatori legali di quasi 24 a 1.

Le stime variano sul numero di venditori di cannabis senza licenza presenti a New York.

Ma secondo i dati ottenuti dal New York Times, nello Stato ci sono almeno 2.000 operatori illeciti.

Al contrario, secondo gli ultimi dati dell’Office of Cannabis Management, nello stato sono aperti 87 rivenditori autorizzati di marijuana. E di questi, 10 sono di sola consegna, mostrano i dati OCM.

Delle 114 licenze approvate venerdì dal Cannabis Control Board (CCB):

45 sono state autorizzazioni ad aprire negozi.

38 erano permessi non condizionali per adulti destinati a “imprenditori che hanno presentato domanda durante la finestra di presentazione delle domande del 2023”, aperta il 4 ottobre.

31 erano permessi per microimprese, che consentono a un “licenziatario di coltivare, elaborare, distribuire e vendere tutto con un’unica licenza”.

Secondo l’ufficio del governatore, i regolatori hanno anche rinunciato ad alcune tasse di coltivazione per due anni, per i proprietari di negozi che “passano a tipi di licenza non condizionale, comprese le licenze di coltivazione e le licenze di microimpresa”.

I costi per i permessi condizionali per i coltivatori variano, in base al livello del licenziatario e alle dimensioni della coltivazione, da $ 4.500 a $ 40.000.

New York ha legalizzato l’uso da parte degli adulti nel marzo 2021, ma tre anni dopo, il mercato legale è lungi dal mantenere le prime rosee promesse di un’industria multimiliardaria.

Secondo le autorità di regolamentazione statali, le vendite legali di marijuana nello stato hanno superato i 150 milioni di dollari nel 2023. Questo è molto indietro rispetto ad altri stati che hanno legalizzato l’uso da parte degli adulti più recentemente, come il Missouri, dove i rivenditori hanno totalizzato più di 1 miliardo di dollari in vendite ricreative nel 2023 dopo la legalizzazione nel novembre 2022.

I Paesi Bassi risolvono i problemi riguardanti l’esperimento sulla cannabis prima del lancio estivo

11 marzo 2024 – Aggiornato l’11 marzo 2024

Di Matt Lamers

https://mjbizdaily.com/netherlands-irons-out-wrinkles-in-cannabis-experiment-ahead-of-full-launch/?

Le autorità olandesi hanno risolto i problemi riguardanti l’esperimento olandese sulla cannabis, hanno detto a MJBizDaily funzionari del governo e dell’industria.

L’esperimento, che ha subito una fase di avvio a dicembre prima del lancio completo entro la fine dell’anno, mira a chiudere la catena di approvvigionamento e portarla per la prima volta sotto l’occhio vigile dei regolatori federali.

Per decenni, i negozi di cannabis del paese – chiamati anche coffee shop – hanno operato in un sistema in cui le vendite erano legalmente tollerate mentre la coltivazione rimaneva illegale, il che significa che i negozi dovevano procurarsi prodotti illeciti di marijuana da vendere quasi legalmente.

I funzionari hanno affermato che la fase di avvio, che ha coinvolto due città olandesi, ha contribuito a risolvere alcuni problemi, tra cui:

Problemi di tracciabilità.

Limiti di distribuzione.

Uno dei maggiori problemi che hanno ostacolato il nascente programma era stata una regola che limitava i coffee shop a una scorta disponibile di non più di 500 grammi (17,6 once) di prodotti a base di cannabis regolamentati alla volta. Il limite faceva sì che i negozi restassero spesso senza prodotto, creando colli di bottiglia nella fornitura.

“Per riassumere in una frase: poca erba, problemi con il sistema di tracciabilità e un limite massimo di 500 grammi praticamente impraticabile”, Derrick Bergman, esperto dell’industria della cannabis ed editorialista per la rivista online sullo stile di vita della cannabis CNNBS, ha detto a MJBizDaily. “In realtà stavo aspettando in fila al bar Toermalijn a Tilburg, prima del mio colloquio con il loro manager, quando l’ultimo sacchetto di erba regolamentata è stato venduto davanti ai miei occhi”, ha detto Bergman.

Il governo olandese ha recentemente modificato il limite di 500 grammi, annunciando che i sindaci delle città che partecipano all’esperimento possono ora decidere la quantità consentita di stoccaggio nei coffee shop di cannabis.

“Tutto sommato, molti problemi di crescita, anche se nessuno è così grave da mettere a repentaglio l’esperimento”, ha detto Bergman.

Orville Bovenschen, amministratore delegato della Leli Holland con sede nei Paesi Bassi e direttore operativo della Pure Sunfarms della British Columbia, ha definito l’esperimento un “momento storico” per la società e l’industria olandesi.

Leli Holland, di proprietà di Village Farms International (la società madre di Pure Sunfarms), è uno dei coltivatori scelti per rifornire i coffee shop. L’azienda prevede di iniziare a spedire prodotti a base di cannabis all’inizio del 2025. “Ciò che abbiamo adesso (senza l’esperimento) non è sostenibile. È impossibile vendere la cannabis legalmente – e depenalizzarla – ma coltivarla illegalmente”, ha detto a MJBizDaily in un’intervista telefonica.

Per la prima volta, i consumatori possono sapere che stanno acquistando cannabis sicura e testata. Penso che sia un enorme vantaggio. L’esperimento prevede due fasi prima del lancio ufficiale entro la fine dell’anno. La fase iniziale, iniziata a dicembre, chiamata “aanloopfase” in olandese, è progettata per testare i sistemi e i processi coinvolti nella gestione di una catena di approvvigionamento chiusa di cannabis.

La fase successiva, denominata fase transitoria, inizierà a giugno; durerà circa sei settimane prima che l’esperimento inizi ufficialmente.

I prodotti a base di cannabis ammessi nell’esperimento includono:

Fiore essiccato.

Commestibili.

Hashish.

Giunti pre-laminati.

Il primo mese “è andato bene”

Un funzionario del Ministero della Salute ha detto a MJBizDaily che la fase iniziale dell’esperimento olandese è stata finalizzata all'”apprendimento” in modo che la fase successiva possa funzionare senza intoppi.

“Il primo mese della fase di avvio è andato bene”, ha detto il funzionario via e-mail. Il portavoce ha detto che ci sono stati alcuni “malfunzionamenti” nel sistema di tracciabilità durante il primo mese, ma ha aggiunto: “Non siamo a conoscenza di altri problemi”.

Il portavoce non ha approfondito i problemi di tracciabilità, quanto fossero diffusi, chi è stato colpito o per quanto tempo. A gennaio, tre coltivatori consegnavano prodotti a base di cannabis ai bar di due città: Breda e Tilburg. “Gli altri coltivatori sono impegnati a costruire i loro siti di coltivazione”, ha detto il funzionario del Ministero della Sanità. “Non comunichiamo nomi o posizioni di coltivatori selezionati.

” Il funzionario ha affermato che il ministero non dispone di dati di vendita per i negozi che partecipano alla prima fase dell’esperimento.

Il sindaco di Breda Paul Depla ha affermato che l’esperimento è iniziato nelle due città per dare al governo l’opportunità di imparare prima che venga ampliato.

“È molto utile perché possiamo vedere come funziona il track-and-trace e la distribuzione (logistica) e come i consumatori reagiscono ai nuovi prodotti”, ha detto a MJBizDaily in un’intervista telefonica, riconoscendo alcuni problemi iniziali con il track-and-trace. sistema e volume di offerta.

Per più di 40 anni, ha detto Depla, “la porta d’ingresso del bar era legale, ma la porta sul retro era illegale. “Con questo spirito, stiamo cercando di creare una catena di approvvigionamento chiusa, dalla produzione al consumo, dove non ci sia spazio per attività illegali”.

Le altre otto città che prenderanno parte all’esperimento sono:

Almere.

Arnhem.

Groninga.

Heerlen.

Maastricht.

Nimega.

Voorne aan Zee (precedentemente chiamato Hellevoetsluis).

Zaanstad.

Curva di apprendimento del settore privato

Bovenschen di Leli Holland ha affermato di non essere preoccupato per i primi problemi di tracciabilità e fornitura e che l’azienda sta procedendo come previsto.

(Il governo) ha coinvolto i coltivatori e i proprietari dei bar fin dalle prime fasi per ottenere il loro contributo. Sono andati in diretta (con l’esperimento) per esaminare esattamente questi problemi su scala più piccola”, ha detto, riferendosi alla fase iniziale del programma pilota. Bovenschen ha detto che l’esperimento olandese sulla cannabis sta facendo bene diverse cose, vale a dire:

Non introdurre accise sulle vendite.

Consentire un imballaggio trasparente.

Limitare il numero di coltivatori.

Affidare solo due laboratori per i test.

“Penso che queste decisioni siano molto intelligenti, perché alcune delle tendenze più ampie che abbiamo osservato in Canada non sono necessariamente salutari per l’industria al fine di competere con il mercato illecito”, ha affermato, riferendosi al pesante carico fiscale applicato al mercato illecito. industria e rigide regole di imballaggio.

Per quanto riguarda l’imballaggio, ha affermato che “è consentito l’imballaggio trasparente, in modo che il cliente possa effettivamente vedere il fiore che si trova nella confezione, e questo ha un enorme vantaggio per il produttore e (così come) per il consumatore”.

In Canada”, ha aggiunto Bovenschen, “è ancora un’occasione mancata; stai guardando una borsa, ma non sai veramente cosa c’è dentro. “Penso che il modello olandese sarà un esempio per altri paesi europei. È un cambiamento enorme per la società olandese. “È un momento storico, un momento che dovremmo celebrare”. Legalizzazione differita?

Alcuni esperti olandesi hanno sentimenti contrastanti riguardo all’esperimento, affermando che di fatto rinvia la possibilità di una riforma legale significativa fino alla conclusione del progetto pilota nel 2028-29.

Joop Mestrom, comproprietario della casa editrice JoSa Media e fondatore della CNNBS, vuole che sia consentita la coltivazione domestica. “Non c’è una parola al riguardo nel cosiddetto ‘wietexperiment’ che porterà la nostra nazione fino al 2028-29 prima di poter iniziare a discutere la piena legalizzazione, compresa l’erba nostrana”, ha detto a MJBizDaily, usando la frase olandese per “cannabis sperimentare.”

Mestrom ha osservato che l’esperimento si sta svolgendo solo in 10 città, il che significa che i consumatori olandesi in altri luoghi continueranno ad acquistare cannabis illegale.

La stessa regola vale per Amsterdam, la città più grande del Paese, a cui recentemente è stato negato l’ingresso nell’esperimento. “La cannabis coltivata in casa è vietata a tutti, compresi gli abitanti delle città sperimentali”, ha detto. “Quindi, sentimenti contrastanti qui.” Matt Lamers può essere contattato all’indirizzo matt.lamers@mjbizdaily.com.

I casi federali di traffico di marijuana sono diminuiti ancora una volta nel contesto della spinta statale verso la legalizzazione, secondo il rapporto della Commissione sulle sentenze degli Stati Uniti.

6 marzo 2024

Kyle Jaeger

https://www.marijuanamoment.net/federal-marijuana-trafficking-cases-dropped-yet-again-amid-state-legalization-push-u-s-sentencing-commission-report-finds/?

I casi federali di traffico di marijuana sono diminuiti ancora una volta nel 2023 poiché sempre più stati hanno adottato la legalizzazione, come mostrano i dati appena rilasciati dalla Sentencing Commission (USSC) degli Stati Uniti.

Il Sourcebook of Federal Sentencing Statistics dell’USSC 2023, pubblicato martedì, rivela la continuazione di una tendenza osservata negli ultimi dieci anni, con i procedimenti giudiziari legati alla cannabis che sono diminuiti precipitosamente a causa della spinta riformatrice a livello statale e dello spostamento delle priorità di applicazione federale.

Il rapporto di quest’anno non cita specificamente il numero di casi di traffico di marijuana nel 2023, ma è nuovamente sceso rispetto al precedente minimo del 2022 di 806, secondo un grafico che mostra la tendenza.

In confronto, nel 2013 ci sono stati circa 5.000 casi di cannabis.

L’Ohio pubblica la prima serie di regole proposte sulla marijuana: i regolatori chiedono feedback.

Nel frattempo, lo scorso anno sono aumentati nuovamente i casi riguardanti fentanil e cocaina in polvere. I casi di droga nel complesso rappresentano il 29,9% del carico penale federale, la seconda categoria più grande dopo i reati legati all’immigrazione.

I sostenitori della legalizzazione sostengono da tempo che fornire agli adulti l’accesso ai mercati regolamentati della marijuana ridurrebbe la domanda di prodotti senza licenza, traducendosi in un minor numero di arresti per produzione e vendita illecite.

Questo nuovo rapporto dell’USSC è l’ultimo a sostenere questa idea mostrando il graduale calo dei casi federali di traffico di cannabis man mano che sempre più stati hanno adottato la legalizzazione. Il rapporto mostra inoltre che i casi di marijuana comportano le condanne più basse tra i sei tipi di droga monitorati dall’USCC, con una pena media in un caso di traffico di cannabis di 37 mesi, rispetto ai 100 mesi per la metanfetamina e ai 72 mesi per il fentanil, ad esempio. Nel frattempo, le nuove linee guida federali dell’USSC che consigliano ai giudici di trattare i precedenti reati di possesso di marijuana in modo più indulgente sono entrate ufficialmente in vigore lo scorso novembre. Storicamente i giudici federali sono stati incaricati di prendere in considerazione le condanne precedenti come fattori aggravanti quando prendono decisioni di condanna in nuovi casi. Ma poiché sempre più stati si sono mossi per legalizzare la marijuana, i sostenitori hanno spinto affinché le linee guida aggiornate facessero sì che la fedina penale di una persona non aggiunga necessariamente precedenti penali che potrebbero portare a condanne rafforzate.

L’anno scorso l’USSC ha pubblicato un rapporto che mostra che centinaia di persone hanno ricevuto condanne al carcere federale più gravi nell’ultimo anno fiscale a causa di precedenti condanne per possesso di cannabis negli stati che da allora hanno riformato le loro leggi sulla marijuana.

Per quanto riguarda i casi federali di marijuana, i dati del Customs and Border Protection (CBP) rilasciati lo scorso anno mostrano che i sequestri di cannabis sono scesi al minimo storico nell’anno fiscale 2022, continuando una tendenza di applicazione della legge che i sostenitori attribuiscono al movimento di legalizzazione a livello statale.

Secondo un rapporto dell’FBI pubblicato lo scorso ottobre, gli arresti per marijuana hanno rappresentato quasi un terzo di tutti gli arresti per droga negli Stati Uniti nel 2022. Come per il rapporto del 2022, tuttavia, le incoerenze nei dati e le recenti modifiche alla metodologia dell’agenzia rendono difficile tracciare confronti anno per anno o conclusioni significative sulla cannabis e sulle tendenze più ampie di applicazione della droga.

La Drug Enforcement Administration (DEA) afferma inoltre di aver effettuato meno arresti per marijuana nel 2022, anche se il numero di piante di cannabis sradicate dall’agenzia è cresciuto. Un rapporto del Government Accountability Office (GAO) pubblicato nel 2022 dipinge anche un quadro più chiaro di chi viene coinvolto nelle attività di controllo.

Ai posti di blocco in tutto il paese, gli agenti sequestrano per lo più piccole quantità di marijuana a cittadini americani piuttosto che sequestrare grandi spedizioni dai cartelli internazionali. In un altro rapporto del 2022, il Congressional Research Service ha affermato che la legalizzazione a livello statale, combinata con gli sforzi di riforma internazionale, ha ridotto la domanda di marijuana illecita dal Messico. I legislatori del Congresso hanno anche citato l’impatto della legalizzazione sulle operazioni transnazionali dei cartelli della droga.

Il processo di certificazione della grazia arriva mentre la Drug Enforcement Administration (DEA) sta prendendo in considerazione una raccomandazione del Dipartimento della salute e dei servizi umani degli Stati Uniti di riprogrammare la cannabis nella Tabella III che derivava da una revisione che Biden aveva avviato in concomitanza con la sua iniziale mossa di clemenza sulla marijuana.

È importante sottolineare che, durante le elezioni di quest’anno, un recente sondaggio ha rilevato che l’impressione che gli elettori hanno del presidente è aumentata di 11 punti netti dopo aver sentito parlare delle possibili implicazioni della revisione della riprogrammazione, e ciò include un’oscillazione di 11 punti di favore tra i giovani elettori tra i 18 e i 25 anni che lo faranno. essere fondamentale per la sua candidatura alla rielezione.

La DEA, da parte sua, ha chiarito che si riserva “l’autorità finale” in materia di programmazione della cannabis. Lo scorso ottobre, sostenitori e legislatori che sostengono la riforma sulla cannabis hanno celebrato l’anniversario del primo indulto di massa per la marijuana di Biden e della sua direttiva sulla programmazione, invitandolo a fare di più, anche espandendo la portata del sollievo ottenuto dal suo indulto e sostenendo espressamente la legalizzazione federale. .

Il Senato delle Hawaii approva la legge sulla legalizzazione della marijuana

5 marzo 2024

Ben Adlin

https://www.marijuanamoment.net/hawaii-senate-passes-marijuana-legalization-bill/?

Il Senato delle Hawaii ha approvato una legislazione per legalizzare e regolamentare la marijuana per uso adulto nello stato, inviando la proposta alla Camera dei Rappresentanti.

La legislazione, SB 3335, consentirebbe agli adulti di età pari o superiore a 21 anni di possedere fino a un’oncia di marijuana e fino a cinque grammi di concentrati di cannabis e stabilirebbe un quadro per le vendite autorizzate e regolamentate.

I senatori hanno votato martedì 19-6 per approvare il disegno di legge sulla legalizzazione, proponendo una versione con gli emendamenti apportati in commissione la settimana scorsa.

Uno studio rileva che la cannabis aumenta la produttività durante l’allenamento

Il Senato ha anche approvato un disegno di legge separato sulla depenalizzazione della cannabis, SB 2487, con un voto di 24-1, con il solo senatore Kurt Fevella (R) contrario.

Secondo tale provvedimento, il possesso di più di 15 grammi di marijuana costituirebbe una violazione di terzo grado, mentre il possesso di più di 30 grammi sarebbe una violazione di secondo grado.

L’anno scorso il Senato ha approvato un disegno di legge separato sulla legalizzazione che in seguito ha bloccato la Camera, ma i sostenitori sperano che la proposta di quest’anno possa ottenere ulteriori risultati.

Il governatore Josh Green (D) ha affermato il mese scorso che la legalizzazione è una “grande questione sociale che rimane” da affrontare nello stato, segnalando che probabilmente firmerebbe un disegno di legge per porre fine alla proibizione della cannabis se i legislatori gliene inviassero uno.

L’attuale disegno di legge di oltre 300 pagine di quest’anno è stato formalmente presentato in entrambe le camere a gennaio e si basa in gran parte su un piano di legalizzazione presentato dal procuratore generale dello stato Anne Lopez (D).

I sostenitori si sono lamentati del fatto che il disegno di legge scritto dall’AG inquadra erroneamente la marijuana come una questione di applicazione della legge, anche se affermano che i recenti cambiamenti del comitato hanno rappresentato un miglioramento. “Sebbene si tratti di un disegno di legge imperfetto che contiene ancora troppi elementi di criminalizzazione, è una buona notizia avere un disegno di legge fattibile sulla legalizzazione dell’uso per adulti che può essere migliorato quando arriverà alla Camera”, ha affermato Nikos Leverenz, del Drug Policy Forum delle Hawaii e il Centro per la salute e la riduzione dei danni delle Hawaii

Gli emendamenti del comitato apportati il mese scorso, ad esempio, legalizzerebbero gli accessori legati alla cannabis e aggiungerebbero disposizioni contro la discriminazione su questioni come i benefici statali e la custodia dei figli.

L’ultima versione modifica anche un precedente divieto per le persone con precedenti di reati di operare nel settore regolamentato, specificando ora che il divieto non si applica una volta trascorsi 10 anni dalla fine della pena scontata di una persona.

Per quanto riguarda il modo in cui lo Stato spenderebbe i soldi per la legalizzazione, tuttavia, è una questione aperta: gli emendamenti del mese scorso includevano l’eliminazione di tutti i valori degli stanziamenti nella legislazione, il che costringerà i legislatori a rinegoziare tali cifre.

Leverenz ha affermato che man mano che il disegno di legge avanza, il suo gruppo e altri membri dell’Hawaii Alliance for Cannabis Reform sperano che i membri della Camera prenderanno in considerazione gli emendamenti proposti dai sostenitori. “Sarà anche importante che i sostenitori della riforma coinvolgano i membri scettici della Camera, compresi molti nuovi legislatori”, ha aggiunto, “che hanno dato troppa importanza alla retorica monotona e poco basata sui fatti della lobby legale criminale. ”

Tra gli altri cambiamenti, l’ultima versione del disegno di legge porterebbe anche la regolamentazione della canapa – in particolare estratti e prodotti a base di cannabinoidi – sotto il controllo della Hawaii Hemp and Cannabis Authority.

Ecco le disposizioni principali del disegno di legge, SB 3335:

La proposta consentirebbe agli adulti di età pari o superiore a 21 anni di possedere fino a un’oncia di cannabis e fino a cinque grammi di concentrati a partire dal 1° gennaio 2026.

La coltivazione domestica sarebbe legale, con gli adulti autorizzati a coltivare fino a sei piante e conservare fino a 10 once di marijuana risultante.

Le misure creerebbero la Hawaii Hemp and Cannabis Authority per concedere licenze e regolamentare le attività commerciali di cannabis per uso adulto e l’industria statale della canapa.

Quell’organismo sarebbe supervisionato da un comitato di controllo della cannabis nominato da cinque membri, guidato da un direttore esecutivo che dovrebbe avere esperienza nella sanità pubblica o nella regolamentazione della cannabis.

Coltivatori, trasformatori, dispensari medici, rivenditori per adulti, dispensari artigianali e laboratori di test indipendenti avrebbero la licenza secondo il piano, con regolatori in grado di adottare regole su eventi speciali, consumo sociale e altri casi d’uso speciali.

I prodotti a base di cannabis per uso adulto sarebbero tassati al 14%, mentre la cannabis medica sarebbe soggetta a un’imposta del 4%. La canapa industriale continuerebbe a rientrare nell’imposta statale generale sulle vendite.

Le entrate fiscali derivanti dalla vendita di marijuana verrebbero divise tra un fondo incentrato sulle forze dell’ordine e un altro che promuoverebbe “l’equità sociale della cannabis, la salute pubblica, l’istruzione e la sicurezza pubblica”.

Le persone con condanne per attività rese legali ai sensi del disegno di legge potrebbero presentare una petizione per ottenere la cancellazione dei propri dati.

Le persone con precedenti condanne per cannabis avrebbero diritto a ottenere la licenza o lavorare nell’industria legale della cannabis dopo 10 anni dalla fine della loro detenzione, libertà condizionale o rilascio controllato.

Il semplice uso di cannabis non costituirebbe motivo per revocare la custodia dei genitori, impedire la libertà condizionale o la libertà vigilata o trattenere benefici o diritti statali.

Guidare sotto l’influenza della cannabis rimarrebbe illegale, con il disegno di legge che fissa un limite legale di 10 nanogrammi di THC per millilitro di sangue.

Il disegno di legge fornirebbe sgravi fiscali a livello statale per le aziende autorizzate alla marijuana, consentendo loro di effettuare detrazioni che non possono fare a livello federale secondo il codice 280E dell’Internal Revenue Service.

Le persone con precedenti penali nella fedina penale non possono entrare nel settore come licenziatari o dipendenti fino a 10 anni dopo la fine della loro condanna.

Il possesso, la produzione e la vendita di accessori legati alla cannabis sarebbero legali tra gli adulti.

Il disegno di legge creerebbe inoltre nuove sanzioni penali per i minori di 21 anni trovati in possesso di marijuana, che potrebbero rischiare fino a 30 giorni di carcere e una multa fino a 1.000 dollari per il possesso fino a tre grammi.

Il disegno di legge attualmente prevede una data di entrata in vigore del 31 dicembre 2050 “per incoraggiare ulteriori discussioni”.

I democratici che controllano il Senato delle Hawaii hanno affermato a gennaio che la legalizzazione della cannabis è una delle loro massime priorità in questa sessione legislativa, inquadrando la riforma come un mezzo per rilanciare l’economia dello stato. I residenti dello stato, da parte loro, sembrano sostenere il cambiamento. Un sondaggio Hawai’i Perspectives pubblicato il mese scorso dalla Pacific Resource Partnership ha rilevato che il 58% di loro sostiene la legalizzazione.

A novembre, l’ufficio dell’AG ha difeso una versione precedente della legislazione presentata all’inizio di quel mese, dopo che il procuratore di Honolulu Steve Alm aveva affermato che le forze dell’ordine erano fermamente contrarie alla legalizzazione della marijuana. David Day, un assistente speciale dell’ufficio del procuratore generale, disse all’epoca che le preoccupazioni di Alm erano eccessive e che la misura di legalizzazione proposta teneva deliberatamente conto delle prospettive delle forze dell’ordine.

I sostenitori hanno lottato sotto l’ex governatore democratico Dave Ige, che si è opposto alla legalizzazione in parte perché ha affermato di essere riluttante ad approvare qualcosa che sia in conflitto con la legge federale. Ma da quando Green è entrato in carica, gli attivisti si sono sentiti più incoraggiati.

Green ha detto nel 2022 che avrebbe firmato un disegno di legge per legalizzare la cannabis per gli adulti e aveva già idee su come utilizzare le entrate fiscali.

Lo scorso aprile, la legislatura delle Hawaii ha anche approvato una risoluzione che invitava il governatore a creare un programma di clemenza per le persone con precedenti condanne per marijuana nei loro precedenti. Per quanto riguarda altre questioni relative alla politica sulla droga, il mese scorso i legislatori hanno avanzato un disegno di legge che fornirebbe alcune protezioni legali ai pazienti impegnati in terapie assistite da psilocibina con l’approvazione di un professionista medico.

La misura non legalizzerebbe la psilocibina stessa ma creerebbe invece una difesa legale affermativa per l’uso e il possesso di psilocibina nel caso di uso approvato dal medico sotto la guida di un facilitatore qualificato. La proposta ha il sostegno di alcune agenzie statali, come il Disability and Communications Access Board e l’Ufficio del governatore per il benessere e la resilienza (OWR), nonché una serie di sostenitori della riforma, tra cui il Drug Policy Forum delle Hawaii, l’Hawaii Health and Harm Centro di Riduzione e Progetto Clarity. Gli oppositori includono alcuni gruppi medici, tra cui l’Hawaii Medical Association e l’Hawaii Academy of Family Physicians, che affermano che ci sono ancora troppo poche informazioni sulla sicurezza e l’efficacia della psilocibina.

Cannabis, anche gli italiani la vogliono legale

2 Marzo 2024

Leonardo Fiorentini

https://www.fuoriluogo.it/mappamondo/cannabis-anche-gli-italiani-la-vogliono-legale/

 

Il sì di Berlino è un primo passo, la normativa ha molti paletti. Ma il dibattito è aperto e in Europa i più favorevoli alla legalizzazione siamo proprio noi. Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe, su l’Unità del 2 marzo 2024.

Dal 1° aprile in Germania gli adulti potranno coltivare cannabis in casa. Il Bundestag ha infatti approvato venerdì scorso, con un voto a larga maggioranza, il primo pilastro della riforma tedesca sulla cannabis, voluta dal governo del “Semaforo”, composto da SPD, Verdi e Liberali.

Si tratta solo del primo passo verso una regolamentazione più complessiva della cannabis. Le difficoltà interne alla coalizione, la netta opposizione della CDU e della destra tedesca, nonché le pressioni della Commissione Europea rispetto ai Trattati e alle norme di coordinamento penale interne all’Unione, hanno visto ridimensionare gli obbiettivi originali dell’accordo di governo del 2021. Dalla completa legalizzazione della cannabis ad una riforma più limitata e in due fasi. Il primo pilastro, che segue le orme di Malta e Lussemburgo, prevede sin dall’aprile di quest’anno la regolamentazione del consumo personale, del possesso sino a 25 grammi, della coltivazione domestica di tre piantine. Dal 22 luglio sarà possibile aprire anche i Cannabis Social Club, che potranno avere al massimo 500 membri ai quali potranno cedere 30 grammi al giorno e massimo 50 al mese (30 grammi al mese, con THC massimo al 10%, per i più giovani). Inquadrati come enti non profit, i club saranno per il momento l’unico canale legale di distribuzione della cannabis.

Gli ostacoli dell’opposizione

La nuova norma necessiterà di un ulteriore passaggio al Bundesrat, la camera in cui sono rappresentati i Land, il 22 marzo prossimo. Anche se in teoria è una lettura in sede consultiva, alcuni esponenti dell’opposizione hanno già evocato la richiesta di rinviare la legge al comitato di mediazione per affrontare in particolare le implicazioni sulla giustizia penale. Questo potrebbe rallentare l’entrata in vigore delle nuove norme, con ulteriori discussioni ed imprevedibili conseguenze proprio sul sistema penale. Queste, infatti, depenalizzano condotte ora configurate come reato: i Giudici, nel limbo della consultazione, dovrebbero istruire processi e condannare persone in virtù di norme che dopo poche settimane potrebbero essere non più efficaci. La stessa amnistia per queste condotte dovrebbe essere differita.

Un passo alla volta

Il secondo pilastro sarà incardinato solo una volta che le nuove norme saranno in vigore. L’ipotesi, ancora da sottoporre all’Unione Europea per un processo di valutazione preventiva, prevederebbe l’apertura di sperimentazioni, in alcuni Land o città, di vendita controllata in negozi specializzati. Molte città, a partire da Berlino, Brema, Amburgo e Colonia, hanno già espresso interesse per essere coinvolte. Si tratterebbe, come già succede in molte città svizzere, di esperimenti pilota supervisionati scientificamente da Enti di Ricerca e Università, che quindi si inquadrerebbero nell’eccezione per l’uso medico e scientifico prevista dalle convenzioni e a cascata da più o meno tutte le leggi nazionali.

I limiti e i meriti della riforma tedesca

È evidente che la legge approvata dal Bundestag ha limiti non solo dal contesto dei trattati, in particolare dell’Unione, ma anche dal suo articolato. Le tre piantine sono forse poche, la procedura per l’autorizzazione dei cannabis social club pare complicata e farraginosa. La stessa iscrizione ai Club genera dubbi negli attivisti. Saranno annotate tutte le consegne di cannabis ai soci, con registri che saranno a disposizione anche dell’autorità giudiziaria con procedure che sembrano disinteressarsi della normativa europea sulla protezione dei dati sensibili (GDPR). Complicazioni e rischi che non fanno che depotenziare la capacità del provvedimento di intaccare efficacemente il mercato nero, almeno in questa prima fase. Anche i proclami degli esponenti della CDU di cancellare la legge una volta tornati al Governo, non faranno altro che disincentivare l’adesione, e la schedatura, da parte dei consumatori.

Ma andando oltre i dubbi, legittimi, sulle singole norme è da valorizzare la scelta di aprire per primo un canale distributivo non commerciale, come i Cannabis Social Club. Le ricerche condotte sulle esperienze spagnole, belghe e uruguaiane dimostrano infatti che i Club favoriscono il controllo sociale, la trasmissione delle conoscenze fra pari e rinforzano così le capacità di autoregolazione delle persone che usando cannabis. Che in fondo è l’obbiettivo di quel cambio di paradigma sulle politiche sulle droghe che da troppi anni attendiamo e che è al centro del volume di Peter Cohen “Dalla parte della Ragione” (Menabò, 2023), che proprio oggi termina il suo tour di presentazioni a Genova (Giardini Luzzati, ore 18).

L’apertura del dibattito in Europa

Secondo un recente sondaggio di YouGov, i tedeschi sono favorevoli alla legalizzazione, ma con un margine ristretto: il 47% sostiene la riforma, contro il 42% di contrari e un altro 11% di indecisi. Se allarghiamo lo sguardo al vecchio continente un altro sondaggio, diffuso dallo studio di consulenza inglese Hanway, delinea un quadro molto favorevole ad una espansione della regolamentazione legale in altri paesi europei. Negli otto stati sondati la legalizzazione è vista con favore dall’opinione pubblica. In ordine di favore: Olanda (47% a favore, 29% contrari e 20% né a favore né contro), Germania (50 a 29), Francia (52 a 27), Gran Bretagna (55 a 27), Spagna (56 a 26), Svizzera (58 a 22), Portogallo (59 a 21). L’Italia, guarda un po’, è il paese dove l’istanza antiproibizionista è più forte, con addirittura il 60% dei favorevoli, 22% di contrari e solo il 16% senza una posizione in merito. Un sondaggio che dovrebbe togliere imbarazzi ai partiti e favorire un dibattito aperto durante la campagna elettorale per le Europee. Con buona pace del senatore Gasparri, che pare avere già opzionato il ruolo di “ultimo giapponese”. Un risultato rincuorante anche in vista della volata finale della raccolta firme di Io Coltivo, che dal 15 al 30 marzo ha lanciato una mobilitazione per raccogliere le firme in 100 città italiane per una legge simile a quella tedesca (firma e info su iocoltivo.org).

Il Parlamento tedesco approva la legge sulla legalizzazione della marijuana

23 febbraio 2024

Kyle Jaeger

https://www.marijuanamoment.net/germanias-parliament-approves-marijuana-legalization-bill/?

Il parlamento tedesco ha ufficialmente approvato un disegno di legge per legalizzare la marijuana a livello nazionale.

Due giorni dopo che la legislazione sulla cannabis è stata esaminata da otto commissioni del Bundestag, l’intero corpo ha votato venerdì 407-226 sull’approvazione finale.

Il disegno di legge – che renderà legale il possesso e la coltivazione domestica e autorizzerà i club sociali a distribuire marijuana ai membri – ora si dirige al Bundesrat, una camera legislativa separata che rappresenta gli stati tedeschi, sebbene i suoi membri non possano impedire l’attuazione della riforma.

Anche se i sostenitori hanno affermato che la legalizzazione entrerebbe in vigore ad aprile, se messa in atto, ci sono nuove domande su tale tempistica.

Il Bundesrat potrebbe decidere di deferire la legislazione a un comitato di mediazione per affrontare le implicazioni della legge legate alla giustizia penale, il che potrebbe significare diversi mesi di discussioni aggiuntive.

La votazione in sala arriva settimane dopo che i leader della cosiddetta coalizione di governo tedesca a semaforo hanno annunciato di aver raggiunto un accordo finale sul disegno di legge sulla legalizzazione, risolvendo le preoccupazioni in sospeso, principalmente del Partito socialdemocratico (SPD).

Il ministro della Sanità Karl Lauterbach, che per mesi è stato a capo del governo sul piano sulla cannabis, ha dichiarato prima del voto in sala che il paese sta “cambiando radicalmente la nostra politica di controllo della cannabis per combattere il mercato nero”.

Il secondo obiettivo è una migliore protezione per i bambini e i giovani”, ha affermato, sottolineando gli elevati tassi di utilizzo da parte dei giovani secondo la legge attuale e affermando che la proposta di legalizzazione è una “modernizzazione urgentemente necessaria della nostra politica sulla cannabis”.

Kirsten Kappert-Gonthe del Partito Verde ha definito “assurdo” l’attuale sistema di criminalizzazione, affermando che il proibizionismo ha creato una situazione in cui “i bambini e i giovani nel nostro paese possono facilmente procurarsi cannabis ad ogni angolo” a causa della mancanza di regolamenti che il paese il mercato legale, al contrario, verrà istituito.

Kristine Lütke, deputata del Partito Democratico Libero (FDP), ha affermato che la legalizzazione “rafforza la libertà individuale in Germania”. “Oggi si chiude un capitolo e ne inizia uno nuovo”, ha detto. “Stiamo parlando di una svolta storica. Stiamo votando per un cambio di paradigma nella politica tedesca sulla cannabis”.

Con la legalizzazione, “i consumatori sanno da dove viene la cannabis, quanta ne hanno, quanto contiene e sanno che non è mescolata con sostanze dannose per la salute, farmaci molto più pericolosi”, ha detto Lütke.

I membri dell’alleanza di centrodestra CDU/CSU si sono fermamente opposti alla riforma.

La deputata Simone Bourchardt, ad esempio, ha sostenuto che la legalizzazione “costituirebbe un ulteriore onere” sul “sistema sanitario messo a dura prova” del paese, sottolineando il “compromissione delle capacità cognitive” della marijuana.

Prima del voto finale, i deputati hanno respinto le mozioni dell’opposizione volte a bloccare la legalizzazione della CDU/CSU e di Alternativa per la Germania.

I tedeschi sostengono la legalizzazione, ma solo con un margine ristretto, secondo un nuovo sondaggio. Il 47% è favorevole alla riforma, contro il 42% contrario e un altro 11% indeciso, secondo il sondaggio di YouGov. Il voto finale sul disegno di legge sulla legalizzazione, inizialmente previsto a dicembre, è stato infine annullato a causa delle preoccupazioni dei leader dell’SPD.

I legislatori avevano già ritardato il primo dibattito sulla legislazione, che alla fine si è tenuto in ottobre, apparentemente a causa del conflitto in Israele e Palestina. Hanno anche rinviato la votazione prevista per novembre, poiché i sostenitori hanno lavorato su miglioramenti al disegno di legge.

In una riunione di dicembre, il ministro della Sanità ha risposto alle domande dei membri, alcuni dei quali si oppongono alla legalizzazione. In diversi punti, si è respinto contro i legislatori che suggerivano che la legalizzazione avrebbe inviato un messaggio sbagliato ai giovani e avrebbe portato a un aumento del consumo da parte dei minorenni, affermando che le loro argomentazioni “travisavano” la legislazione.

I legislatori hanno inoltre recentemente apportato una serie di modifiche al disegno di legge, progettate principalmente per allentare le restrizioni che hanno dovuto affrontare l’opposizione di sostenitori e sostenitori del Bundestag.

Includevano l’aumento dei limiti massimi del possesso domestico e l’eliminazione della possibilità di finire in prigione per possedere poco più del limite consentito.

I legislatori hanno inoltre concordato di scaglionare l’attuazione della riforma, prevedendo di rendere legale il possesso e la coltivazione domestica per gli adulti a partire da aprile.

I club sociali dove i membri potrebbero procurarsi la marijuana apriranno a luglio.

I funzionari stanno infine pianificando di introdurre una seconda misura complementare che istituirebbe programmi pilota per le vendite commerciali nelle città di tutto il paese.

Si prevede che tale legislazione sarà resa pubblica dopo essere stata presentata alla Commissione Europea per la revisione. Per quello che vale, il Bundesrat che rappresenta gli Stati tedeschi aveva già tentato di bloccare la riforma proposta a settembre, ma alla fine non ci riuscì.

Le vendite canadesi di cannabis ricreativa supereranno i 5 miliardi di dollari canadesi nel 2023

22 febbraio 2024

Di Salomone Israele

https://mjbizdaily.com/canadian-recreational-cannabis-sales-surpass-ca5-billion-in-2023/?

Secondo i dati governativi sulle vendite al dettaglio pubblicati giovedì, le vendite canadesi di cannabis ricreativa sono ammontate a 5,07 miliardi di dollari canadesi (3,8 miliardi di dollari) nel 2023, con un aumento del 12,2% rispetto al 2022.

La tendenza al dettaglio anno su anno segna un rallentamento del tasso di crescita delle vendite di cannabis canadese man mano che il mercato matura, più di cinque anni dopo la legalizzazione per uso adulto nell’ottobre 2018.

Nel 2022, le vendite annuali di marijuana sono aumentate del 17,9% rispetto al 2021, raggiungendo circa 4,5 miliardi di dollari canadesi. “Penso che sia un rallentamento naturale”, ha detto Brad Poulos, professore di imprenditorialità alla Toronto Metropolitan University che studia l’industria canadese della cannabis.

La stragrande maggioranza della crescita delle vendite di cannabis legale deriva dalla transizione dei consumatori dal mercato illecito, ha affermato Poulos.

Secondo le sue stime, nel 2024 il mercato illecito controlla ancora circa il 40% delle vendite di cannabis in Canada. Sebbene gli operatori illegali abbiano avuto vantaggi iniziali in termini di assortimento di prodotti e accesso ai consumatori, tale divario si è ridotto nel tempo poiché il Canada ha consentito nuovi formati di prodotto e l’accesso ai negozi legali è migliorato.

“Penso che ci sia ancora un’area in cui il mercato illecito gode di un vantaggio, e cioè la potenza degli edibili,” ha detto Poulos a MJBizDaily in un’intervista.

Per motivi di salute pubblica, il Canada limita i commestibili a base di cannabis a non più di 10 milligrammi di THC per confezione.

I pre-roll guadagnano terreno, la compressione dei prezzi rallenta

Le preferenze dei consumatori di cannabis hanno continuato a cambiare per tutto il 2023, con una crescita eccezionale delle vendite di canne pre-rollate in Canada, secondo Mitchell Laferla, analista di dati della società di analisi del settore della cannabis Head, con sede a Seattle.

“Nel 2023 i pre-roll hanno catturato il 31,4% delle vendite totali, con un aumento del 19% rispetto all’anno precedente”, ha osservato Leferla in un’analisi inviata via email a MJBizDaily.

“Ciò porta (la categoria pre-roll) quasi alla parità con i fiori (35,2%) come categoria di prodotti più popolare in Canada.”

Il segmento “intenditori/infusi” di headset della categoria pre-roll, che comprende canne arricchite con concentrati di cannabis, ha contribuito a stimolare la crescita del pre-roll nei mercati canadesi monitorati da headset (Alberta, British Columbia, Ontario e Saskatchewan).

Nel frattempo, Leferla ha scritto che i prezzi della cannabis canadese hanno continuato a diminuire nella maggior parte delle categorie di prodotti nel 2023.

Tuttavia, la compressione dei prezzi lo scorso anno è stata meno rapida della “compressione dei prezzi a due cifre dell’anno precedente”, ha osservato.

“I prezzi pre-roll sono rimasti notevolmente stabili, probabilmente sostenuti dalla forte domanda all’interno della categoria”, ha scritto Laferla.

Dati di vendita mensili

I dati sulle vendite al dettaglio di Statistics Canada pubblicati giovedì hanno mostrato 441,2 milioni di dollari canadesi in vendite legali di cannabis per uso adulto a dicembre, con un aumento su base annua del 3,6% rispetto a dicembre 2022.

Si tratta anche di un aumento mese su mese dell’8,2% da novembre 2023.

Fino alla ripresa di dicembre, le vendite mensili di cannabis erano in calo rispetto al picco di 467 milioni di dollari canadesi di agosto. Statistics Canada ha rivisto al ribasso il totale delle vendite di novembre portandolo a 407,9 milioni di CA$, rispetto alla cifra mensile precedentemente riportata di 412,1 milioni di CA$.

Le vendite di cannabis sono aumentate nella maggior parte delle province canadesi su base mensile a dicembre, guidate da un aumento del 19,3% in Ontario a 184,3 milioni di dollari canadesi.

L’Alberta, il secondo mercato provinciale più grande dopo l’Ontario, ha registrato un aumento dell’11,3% mese su mese raggiungendo gli 82 milioni di dollari canadesi.

Tuttavia, le vendite mese su mese sono diminuite del 12,6% nella Columbia Britannica a 59 milioni di CA $ e sono diminuite anche del 5,2% in Quebec a 49,4 milioni di CA $. Statistics Canada ha affermato che i dati nazionali sulle vendite di cannabis per dicembre erano di qualità “molto buona”, un passo indietro rispetto alla solita valutazione di qualità “eccellente”.

Persistono i venti contrari del settore

Nonostante l’aumento annuale delle vendite, gli addetti ai lavori dell’industria canadese della cannabis affermano che il mercato regolamentato deve ancora affrontare difficoltà significative.

Le elevate accise rappresentano una lamentela particolare del settore e il radicato mercato illecito rimane una sfida chiave.

Nel frattempo, l’industria sta trattenendo il fiato in attesa di una revisione legislativa della legalizzazione, prevista per questa primavera, anche se non è garantito che tale revisione porti a riforme a vantaggio dei produttori e dei rivenditori di marijuana.

Il settore canadese della vendita al dettaglio di cannabis si sta ancora consolidando, con alcuni negozi che verranno acquisiti o chiuderanno completamente nel 2023.

Le imprese di cannabis di proprietà del governo, compresi i monopoli provinciali all’ingrosso e al dettaglio, in molti casi hanno avuto risultati migliori rispetto ai produttori e ai rivenditori del settore privato.

Poulos della Toronto Metropolitan University stima che le vendite di cannabis canadese potrebbero crescere di circa il 10% nel 2024 rispetto al 2023.

“L’origine di questa crescita è il continuo allontanamento degli utenti dal mercato illecito, sia interamente, sia almeno per una parte del loro consumo”, ha affermato.

Zelensky    firma una legge sulla marijuana medica in Ucraina, un passo che secondo lui può curare “il dolore, lo stress e il trauma della guerra” con la Russia.

15 Febbraio 2024

Kyle Jaeger

https://www.marijuanamoment.net/ukraines-zelensky-signs-medical-marijuana-bill-a-step-he-says-can-heal-pain-stress-and-trauma-of-war-with-russia/?

Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyj ha ufficialmente firmato un disegno di legge per legalizzare la marijuana medica, un passo che secondo lui e altri funzionari può aiutare i soldati ad affrontare le ferite fisiche e mentali subite durante la guerra della nazione con la Russia.

Circa un mese dopo che la legislazione era stata “sbloccata”, dopo il fallimento del tentativo di ribaltare la riforma nel parlamento del paese, Zelenskyj ha dato l’approvazione definitiva al disegno di legge mercoledì.

La legge entrerà in vigore entro sei mesi dalla pubblicazione formale, con il Gabinetto dei Ministri dell’Ucraina e il Ministero della Salute incaricati di sviluppare le regole per il programma durante quel periodo.

L’Ucraina potrebbe iniziare a importare prodotti a base di marijuana prima, dopo che la cannabis sarà passata dall’elenco severamente proibito nell’elenco I a quello disponibile per uso medico con prescrizione nell’elenco II del codice antidroga del paese.

I legislatori hanno approvato la legislazione sulla cannabis terapeutica a dicembre, ma il partito di opposizione Batkivshchyna ha utilizzato una tattica procedurale per bloccarla forzando l’esame di una risoluzione per abrogare la misura. La risoluzione è fallita a gennaio, aprendo la strada alla sua attuazione.

Gli oppositori avevano precedentemente tentato di far deragliare la legge sulla marijuana presentando centinaia di quelli che i critici chiamavano emendamenti “spam”, ma anche quel tentativo fallì, con la misura che alla fine passò con 248 voti.

La legge che entrerà in vigore legalizzerà la cannabis terapeutica per i pazienti con malattie gravi e disturbo da stress post-traumatico (PTSD) derivanti dal conflitto in corso tra la nazione e la Russia, che due anni fa ha lanciato l’invasione dell’Ucraina.

Mentre il testo della legislazione così come introdotto elenca solo esplicitamente il cancro e il disturbo da stress post-traumatico di origine bellica come condizioni per le quali la cannabis terapeutica potrebbe essere dispensata ai pazienti, il presidente del comitato sanitario ha affermato a luglio che i legislatori ascoltano quotidianamente pazienti con altre malattie come l’Alzheimer malattia ed epilessia.

Il Ministero delle Politiche Agrarie avrà responsabilità normative sulla coltivazione e sulle operazioni di lavorazione della cannabis. La Polizia Nazionale e l’Agenzia Statale per i Medicinali avranno inoltre il compito di supervisionare e far rispettare le autorità relative alla distribuzione del medicinale.

Zelenski, da parte sua, ha espresso sostegno alla legalizzazione della marijuana medica lo scorso giugno, affermando in un discorso al parlamento che “tutte le migliori pratiche del mondo, tutte le politiche più efficaci, tutte le soluzioni, non importa quanto difficili o insolite possano sembrare noi, deve essere applicato in Ucraina in modo che gli ucraini, tutti i nostri cittadini, non debbano sopportare il dolore, lo stress e il trauma della guerra”.

“In particolare, dobbiamo finalmente legalizzare equamente i medicinali a base di cannabis per tutti coloro che ne hanno bisogno, con un’adeguata ricerca scientifica e una produzione ucraina controllata”, ha affermato.

Durante la sua campagna presidenziale, Zelenskyj ha anche espresso sostegno alla legalizzazione della cannabis terapeutica, affermando nel 2019 che ritiene che sarebbe “normale” consentire alle persone di accedere alle “goccioline” di cannabis, che forse è un riferimento alle tinture di marijuana.

Il cambiamento di politica pone l’Ucraina in netto contrasto con il suo aggressore di lunga data, la Russia, che ha assunto una posizione particolarmente forte contro la riforma della politica sulla cannabis a livello internazionale attraverso le Nazioni Unite. Il paese, ad esempio, ha condannato il Canada per aver legalizzato la marijuana a livello nazionale.