25 Febbraio 2025
https://www.fuoriluogo.it/mappamondo/cannabis-medica-in-italia-il-quadro-dal-2019-al-2024/
Il report semestrale dell’ISS sulle reazioni avverse riporta alcuni interessanti dati, pur parziali, sull’uso terapeutico di cannabis in Italia. Pochissime le reazioni avverse segnalate, una sola nel secondo semestre 2024.
Negli ultimi anni, l’uso medico della cannabis in Italia ha continuato a evolversi, come evidenziato dai recenti rapporti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) relativi al periodo 2019-2024. Questi documenti offrono uno sguardo approfondito sulle prescrizioni, sulle indicazioni terapeutiche e sulle reazioni avverse segnalate.
Prescrizioni e Pazienti
Dal 2019 al 2024, sono state registrate circa 100.000 prescrizioni di cannabis per uso medico, coinvolgendo circa 28.000 pazienti. L’età media degli utilizzatori è di 60 anni, con una prevalenza femminile: il rapporto donne/uomini è di 2,3. Il 36% dei pazienti ha più di 65 anni, mentre solo il 9% ha meno di 40 anni. In media, ogni paziente ha ricevuto circa 3,5 prescrizioni nel corso dei sei anni analizzati.
Le principali regioni coinvolte nel monitoraggio includono quelle che hanno aderito alla piattaforma informatica predisposta dall’ISS. Tuttavia, non tutte le regioni italiane richiedono la registrazione sulla piattaforma come condizione per il rimborso delle terapie da parte del Servizio Sanitario Regionale, suggerendo che il numero reale delle prescrizioni potrebbe essere più alto.
Prodotti e Indicazioni Terapeutiche
Due prodotti a base di cannabis, con diverse percentuali di THC e CBD, rappresentano oltre il 60% delle prescrizioni. Le indicazioni principali riguardano il trattamento del dolore cronico (78% dei casi), seguito dall’analgesia per patologie con spasticità, come la sclerosi multipla (20%). Circa il 2% delle prescrizioni riguarda l’uso della cannabis come antiemetico, anticinetosico o stimolante dell’appetito.
La maggior parte delle prescrizioni è stata effettuata da medici specialisti, tra cui anestesisti, terapisti del dolore, reumatologi, neurologi e oncologi. Questo dato è in linea con il decreto ministeriale del 2015, che disciplina l’impiego medico della cannabis.
Reazioni Avverse e Sicurezza
Il monitoraggio delle reazioni avverse mostra un basso numero di segnalazioni. Nel secondo semestre del 2024, è stata registrata una sola segnalazione, riguardante l’inefficacia del trattamento del dolore associato alla fibromialgia. Tuttavia, la correlazione causale non è stata classificabile a causa delle informazioni incomplete.
Conclusioni e Prospettive Future
I dati raccolti confermano che la cannabis medica in Italia è principalmente utilizzata come terapia adiuvante per il dolore cronico, con un buon profilo di sicurezza e una bassa incidenza di reazioni avverse. Tuttavia, la variabilità nei dosaggi prescritti e la mancata adesione completa delle regioni alla piattaforma ISS suggeriscono la necessità di ulteriori standardizzazioni e di un monitoraggio più capillare. La crescente accettazione della cannabis come opzione terapeutica sottolinea l’importanza di continui aggiornamenti normativi e scientifici per garantire ai pazienti trattamenti sicuri, efficaci e accessibili.