13 Marzo 2025
La Commissione Europea ha risposto a una richiesta di chiarimenti da parte di CannaReporter® in merito alla recente decisione di Infarmed IP di ritirare dal mercato diversi prodotti cosmetici contenenti cannabidiolo (CBD) estratto dalla pianta di canapa. La risposta della Commissione Europea (CE) apporta nuovi elementi alla discussione che contraddicono la posizione dell’autorità di regolamentazione portoghese. A questo proposito, la CE ribadisce che la classificazione del CBD come narcotico (sia sintetico che estratto dalla canapa) non è in linea con la comprensione della Corte di giustizia dell’Unione Europea (CGUE) o con il Regolamento europeo. È stato inoltre chiarito che è in corso una valutazione scientifica per definire i criteri di sicurezza per CBD e THC nei cosmetici.
I recenti ritiri dal mercato di cosmetici contenenti CBD derivato dalla canapa da parte di Infarmed potrebbero non essere in linea con la normativa dell’Unione Europea. In risposta a una richiesta di chiarimenti inviata alla Commissione Europea, quest’ultima ha riconosciuto che manca un consenso tra gli Stati Membri e che, ad oggi, l’approccio non è uniforme. Il chiarimento inviato a CannaReporter® spiega in termini semplici l’interpretazione della Commissione, basata sulla “sentenza della Corte di Giustizia del 2020 nella causa C-663/181”, riferita al “caso Kanavape”. In questo caso giudiziario, è stato deciso a livello europeo che il CBD, sia sintetico che estratto dall’intera pianta, non è considerato uno stupefacente. Ecco perché la Commissione Europea ritiene che il CBD derivante dalla canapa industriale, così come il CBD sintetico, “non sia coperto dalla voce 306 dell’allegato II del regolamento (CE) n. 1223/2009 e, di conseguenza, non sia considerato una sostanza vietata nei cosmetici”.
In pratica, la decisione della Corte di giustizia europea sul caso Kanavape è cruciale, in quanto ha creato una giurisprudenza e ha specificamente stabilito che gli Stati membri, come il Portogallo, non possono vietare la commercializzazione di CBD prodotto legalmente in un altro paese dell’UE. La Direzione generale per gli affari alimentari e veterinari, che supervisiona la canapa industriale, ha ammesso a CannaReporter® che il CBD è il loro più grande grattacapo. Sebbene i produttori di canapa affermino di utilizzare l’intera pianta (e ci sono diversi paesi in cui è consentita l’estrazione di CBD), in Portogallo, lo sfruttamento dei fiori di canapa e l’estrazione di CBD sono vietati, senza che vi sia una giustificazione scientifica basata sulla protezione della salute pubblica.
La Commissione europea ribadisce che qualsiasi restrizione alla commercializzazione di cosmetici contenenti CBD estratto dalla canapa deve essere debitamente giustificata e non deve andare oltre quanto necessario per garantire la sicurezza dei consumatori. La Commissione ha inoltre chiarito che, a seguito delle varie divergenze emerse in merito al CBD derivato dalla canapa (e in particolare al THC residuo), ha chiesto al Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (SCCS) di effettuare una valutazione scientifica sulla sicurezza del CBD nei cosmetici, compresa la definizione di livelli sicuri di THC nei prodotti finali.
La CE ha inoltre spiegato che non esiste un consenso tra gli Stati membri sulla regolamentazione del CBD nei prodotti cosmetici e che, ad oggi, non esiste un approccio uniforme. Il Comitato scientifico per la sicurezza dei consumatori (SCCS) ha già avviato una valutazione scientifica sulla sicurezza del CBD nei cosmetici a giugno 2023. Una consultazione pubblica si è tenuta fino a settembre 2024 per presentare dati scientifici. Sulla base delle informazioni raccolte, il SCCS ha concordato a gennaio 2025 di condurre uno studio dettagliato, il cui parere finale è previsto entro 15 mesi, ad aprile 2026.
Il chiarimento della CE a CannaReporter® ha aggiunto che in futuro potrebbero essere intraprese iniziative normative per armonizzare le norme sul CBD nei cosmetici in tutta l’UE, a seconda delle conclusioni del SCCS.