Droga. Irricevibili le parole di Meloni, Mantovano vuole lo Stato Etico

27 giugno 2023

https://www.fuoriluogo.it/mappamondo/droga-irricevibili-le-parole-di-meloni-mantovano-vuole-lo-stato-etico/

I danni li hanno creati chi ora si offre di “risolverli”. La risposta alle mistificazioni della Presidente del Consiglio e del delegato alle politiche antidroga dopo l’imbarazzante sfilata anti cannabis.

Leonardo Fiorentini, segretario di Forum Droghe, associazione per la riforma delle politiche sulle droghe con status consultivo alle Nazioni Unite, interviene in risposta alle dichiarazioni della Presidente del Consiglio Meloni e del Sottosegretario con delega alle “politiche antidroga” Mantovano:

La ricerca continua di una narrazione autocelebrativa ha spinto il Governo Meloni ieri ad organizzare una convention imbarazzante, dal punto di vista politico e scientifico. L’obiettivo la cannabis e la riduzione del danno, indicati come il MALE sulla base di argomentazioni ideologiche e antiscientifiche. Sulla regolamentazione della cannabis, e sulle fake news che il Governo italiano ieri ha deciso scientemente di veicolare, rimandiamo alle FAQ sulla cannabis e la legalizzazione che abbiamo pubblicato su fuoriluogo.it, aggiornate dalle ultime evidenze scientifiche. Il solo fatto di aver ingaggiato per farlo due noti e controversi lobbysti americani, invece che rappresentanti istituzionali, squalifica l’intera operazione a mera e bieca propaganda.

In Italia non c’è alcun lassismo nella repressione sulle droghe, come ha voluto far intendere la Presidente del Consiglio. Almeno da 33 anni a questa parte. La realtà è esattamente il contrario: le nostre carceri sono piene zeppe di persone accusate di spaccio, per lo più pesci piccoli. La legge sulle droghe è la vera causa del sovraffollamento carcerario. Il 40% degli ingressi in carcere è di persone che usano droghe, spesso per condotte legate al loro uso problematico. Il 34% dei detenuti lo è per effetto del Testo Unico sulle droghe. È praticamente il doppio della media europea (18%), molto di più di quella mondiale (22%) e di paesi che non sono certo “lassisti” sulle droghe, come la Russia (29%). Un’intera generazione è stata segnalata per uso di droghe (più di 1.000.000 per cannabis) e denunce penali e segnalazioni per consumo di minori sono in preoccupante aumento (+15% e +33%, quasi tutti per cannabis). L’Italia è stata richiamata formalmente anche dal Comitato per i Diritti Economici, Sociali e Culturali delle Nazioni Unite per l’eccessiva criminalizzazione della normativa sulle droghe.

Sono tutti dati contenuti nel Libro Bianco sulle droghe che è giunto alla quattordicesima edizione. Quindi no, Presidente Meloni: c’è qualcuno che davvero si è occupato di come migliorare le politiche sulle droghe, e ben prima di 14 anni fa. Anzi il Libro Bianco ha cominciato ad essere pubblicato proprio per dimostrare il disastro generato dall’ultima volta che il Sottosegretario Mantovano si è occupato di droghe, ovvero quando fu l’ispiratore della legge Fini Giovanardi. Ebbene sì, i danni li hanno creati proprio coloro che oggi li vorrebbero riparare.

Mantovano ha infine ribadito il suo approccio assolutamente ideologico: la riduzione del danno per lui è gestione del Male, per la scienza invece salva vite ed ha permesso di ridurre in modo significativo i danni alla salute e le morti da droghe illegali in Italia. Il Governo Meloni vuole definire secondo i propri canoni morali, cosa sia la libertà e l’autodeterminazione del singolo individuo nei propri comportamenti privati: più semplicemente vuole lo Stato Etico. Ma dietro a questo c’è solo l’obbiettivo di accentrare competenze, finanziamenti e accreditamenti, escludendo le Regioni.”

L’ufficio Stampa

La FAQ sulla cannabis: https://www.fuoriluogo.it/droghe/faq/faq-cannabis-e-legalizzazione/

Il Libro Bianco sulle droghe: https://www.fuoriluogo.it/librobianco2023

Calabria in Fiore, consensi e applausi per la terza edizione

26 Giugno 2023

https://www.fuoriluogo.it/mappamondo/calabria-in-fiore-consensi-e-applausi-per-la-terza-edizione/

Si è appena conclusa fra gli applausi la terza edizione della manifestazione organizzata a Rende, in Calabria.

Cresce il consenso intorno a Calabria in Fiore e il festival della canapa made in Rende (CS) si ritaglia una nicchia di tutto rispetto nel panorama nazionale degli eventi a tema, capaci di coniugare cultura, divulgazione, informazione da un lato e musica, svago, socialità dall’altro.

Si è appena conclusa fra gli applausi la terza edizione: dai dibattiti al DAM fino alla scelta degli artisti che si sono esibiti nell’Anfiteatro del Polifunzionale Unical, tutto ha contribuito alla riuscita di un piccolo miracolo, se si pensa che il Festival organizzato dall’associazione Entropia APS con Filorosso e ARCI, e il patrocinio gratuito dei Comuni di Cosenza e Rende, è totalmente autofinanziato. “Siamo consapevoli di aver scelto un tema difficile, ma lo abbiamo fatto in scienza e coscienza – commenta la presidente dell’associazione Daniela Ielasi – Calabria in Fiore promuove una corretta informazione sulla Cannabis, agendo al fianco dei produttori, dei consumatori, dei malati, arginando il rischio emarginazione. Eventi simili si organizzano in tutta Italia, ci sembra importante che da tre anni questo accade finalmente anche nella nostra regione”.

La canapa è una pianta dai mille usi e dalle mille virtù, soprattutto in ambito terapeutico, ma tabù, stigmi, legislazioni ideologiche e ingarbugliate, ne ostacolano l’uso. “Io chiedo solo che mi venga riconosciuta la dignità del malato, se vado in farmacia con la prescrizione medica, non posso sentirmi rispondere che la terapia non c’è”: questo ha raccontato durante la presentazione del suo libro Alfredo Ossino, ex agente antidroga congedato per malattia, per il quale la Cannabis medica – legalmente riconosciuta in Italia – rimane un diritto solo sulla carta. La sua storia è uguale a quella di tanti altri pazienti per cui il SSN non è in grado di garantire l’accesso gratuito alle cure. “Solo la legalizzazione può risolvere il nostro problema – afferma Ossino – fino ad allora per curarci saremo costretti a rivolgerci al mercato nero”.

La fine del proibizionismo è inevitabile, la storia ci ha insegnato che proibire non riduce, anzi incentiva il consumo, ma il cambiamento è soprattutto culturale, per questo iniziative come la vostra sono di estrema importanza”: Riccardo Magi, deputato e segretario nazionale di +Europa, ospite della terza edizione del Festival, rimane ottimista nonostante la fase politica italiana, con al governo una destra conservatrice che vorrebbe rimettere in discussione pure la Cannabis light. Eppure persino la convenienza economica della legalizzazione è ormai un’evidenza empirica, come ha brillantemente illustrato, dati alla mano, il docente Unical Vincenzo Carrieri. Della stessa opinione Laura Ferrara, eurodeputata dei 5stelle intervenuta al dibattito “Politiche antiproibizioniste fra Europa e municipalità”. I singoli Stati membri si comportano in maniera eterogenea: Malta è l’unico Paese ad aver legalizzato, i Paesi Bassi sono storicamente tolleranti, la Francia è fra i più proibizionisti, l’Italia ha depenalizzato in parte, la Germania ha di recente aperto alla legalizzazione. “Sono disponibile a future iniziative che vorrete intraprendere sul tema, affinché tutti i cittadini europei abbiano gli stessi diritti in Europa”, ha dichiarato l’europarlamentare.

Anche sul piano locale è possibile agire, alcune città lo stanno già facendo attraverso la “Carta per una politica innovativa sulle droghe” promossa da Bari, Bologna, Milano, Napoli, Torino e Roma. Cosenza potrebbe aderire presto, almeno questo è l’impegno preso dal consigliere comunale Francesco Graziadio. Si tratta in particolare di promuovere una corretta informazione intorno all’uso delle sostanze, soprattutto verso i più giovani, e poi di non lasciare indietro nessuno, lavorando in sinergia con gli enti preposti, attuando politiche di inclusione e di riduzione del danno. “Il nostro territorio ha una tradizione riformista” ha ricordato il consigliere comunale di Rende Mimmo Talarico che già nel 1997, su proposta di Filorosso, portava in Consiglio una mozione antiproibizionista, poi approvata all’unanimità.

Articolo di Redazione

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Meno del 25% degli operatori di cannabis statunitensi è redditizio

23 giugno 2023

https://mjbizdaily.com/less-than-25-of-u-s-cannabis-operators-profitable-study-finds/

Qual è il giusto ricavo per piede quadrato? Qual è una prospettiva di business realistica per i coltivatori? Ottieni previsioni di mercato realistiche, approfondimenti stato per stato e benchmark. Scarica il Factbook 2023.

Solo il 24,4% delle imprese negli Stati Uniti rapporto del settore della cannabis che sono redditizi, secondo un nuovo rapporto della società di ricerca e dati sulla cannabis con sede in Oregon Whitney Economics, sottolineando ulteriormente le lotte del settore.

Il rapporto dell’indagine sul sentimento e le condizioni commerciali degli operatori di cannabis dell’anno scorso ha rilevato che il 42% delle aziende di marijuana stava realizzando un profitto, secondo un comunicato stampa.

Un totale di 224 intervistati provenienti da 13 stati hanno partecipato al sondaggio di quest’anno, rappresentando l’1,1% dei licenziatari in quegli stati, ha scritto il fondatore di Whitney Economics Beau Whitney in una e-mail a MJBizDaily.

Conducendo questo sondaggio, Whitney Economics si sforza di colmare il divario tra le teorie dell’economia aziendale e la vita quotidiana degli operatori all’interno dell’industria della cannabis“, ha affermato in una nota.

Gli operatori hanno anche affermato che:

L’aumento dei costi e il calo dei prezzi all’ingrosso della cannabis li spingono a trovare soluzioni creative.

Le normative statali possono creare o distruggere le possibilità di successo in un mercato legale della cannabis e non hanno tenuto il passo con le mutevoli condizioni del mercato e degli affari.

Vengono rilasciate troppe licenze. Più del 70% degli intervistati è favorevole a limitare le licenze di cannabis.

Le tasse rimangono troppo alte.

Il rapporto prevede che i prossimi sette trimestri avranno una crescita “più lenta del normale” a causa dei fattori di cui sopra, che non dovrebbero cambiare a breve.

L’indagine ha inoltre raccolto informazioni su ricavi, profitti, margini, costi e materiali.

Kate Robertson può essere contattata all’indirizzo kate.robertson@mjbizdaily.com.

Il produttore di marijuana Canopy riporta una perdita annuale di 3,3 miliardi di dollari canadesi

23 giugno 2023

A cura dello staff di MJBizDaily

https://mjbizdaily.com/marijuana-producer-canopy-reports-ca3-3-billion-annual-loss/

Il produttore di cannabis Canopy Growth ha riportato una perdita netta di 3,3 miliardi di dollari canadesi ($ 2,5 miliardi) per il suo anno fiscale terminato il 31 marzo, e la società ha avvertito della sua capacità di continuare come “impresa in attività”.

L’azienda con sede a Smiths Falls, Ontario, ha attribuito la perdita netta principalmente a un aumento di 1,6 miliardi di dollari canadesi nei costi di ristrutturazione e svalutazione delle attività e 1,2 miliardi di dollari canadesi relativi a variazioni di valore equo non in contanti.

Canopy ha registrato una perdita netta di $ 330,6 milioni per il suo anno fiscale 2022.

La direzione dell’azienda ha anche rivelato un avviso di “continuità aziendale“.

La direzione ha sollevato dubbi sostanziali sulla capacità della società di continuare a operare a causa di alcuni obblighi di debito materiale in scadenza a breve termine“, secondo un deposito normativo presso la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti.

“Se non siamo in grado di ottenere capitale aggiuntivo, i nostri risultati finanziari, le nostre condizioni finanziarie e la nostra capacità di continuare ad operare come un’azienda ne risentiranno negativamente e potremmo dover ritardare o terminare alcuni o tutti i nostri piani di sviluppo aziendale o di commercializzazione o cessare alcuni delle nostre operazioni”.

Al 31 marzo, Canopy aveva CA $ 468 milioni di rimborsi di capitale richiesti da saldare in contanti entro i prossimi 12 mesi.

Canopy non è riuscita a stabilizzare le sue vendite nel 2023.

Le entrate nette complessive nell’anno fiscale 2023 sono scese a 402,9 milioni di CA$, una riduzione del 21% rispetto ai 510,3 milioni di CA$ dell’anno precedente.

Rispetto allo scorso anno, entrate nell’anno fiscale 2023 da:

La cannabis terapeutica canadese è scesa del 27%, a 187,1 milioni di dollari canadesi.

La cannabis internazionale è scesa del 51%, a 39 milioni di dollari canadesi.

Storz & Bickel è sceso del 24%, CA $ 65 milioni.

BioSteel è aumentato del 101%, a 69,6 milioni di dollari canadesi.

This Works è sceso del 19,4%, a 26 milioni di dollari canadesi.

Analizzando ulteriormente le vendite canadesi, Canopy ha riportato:

Le vendite di cannabis per uso adulto sono diminuite del 36% su base annua, raggiungendo i 131,2 milioni di dollari canadesi nel 2023.

Le vendite di cannabis terapeutica sono aumentate del 6% rispetto al 2022, raggiungendo i 55,8 milioni di dollari canadesi.

Canopy ha ribadito il suo impegno a raggiungere il pareggio degli utili rettificati positivi prima di interessi, tasse, deprezzamento e ammortamento (EBITDA) in tutte le sue attività, ad eccezione di BioSteel, entro marzo 2024.

Il flusso di cassa libero di Canopy nell’anno fiscale 2023 è stato un deflusso di 567 milioni di dollari canadesi.

L’anno fiscale 2023 è stato un anno di trasformazione per Canopy Growth poiché abbiamo iniziato a implementare una strategia globale per accelerare il nostro percorso verso la redditività e posizionare la nostra attività per realizzare le enormi opportunità future“, ha affermato il CEO David Klein nel comunicato stampa.

“Le nostre azioni stanno già dando risultati e prevediamo di realizzare vantaggi significativi dal nostro programma di riduzione dei costi nell’anno fiscale 2024”.

Canopy ha lanciato un piano di trasformazione aziendale all’inizio di quest’anno, che l’azienda prevede di ottenere un risparmio complessivo sui costi da 240 milioni di CA$ a 310 milioni di CA$ entro la fine dell’anno fiscale 2024.

La forza lavoro di Canopy sembra aver preso il peso maggiore.

Al 31 marzo, Canopy aveva 1.621 dipendenti, una riduzione di quasi il 50% rispetto all’anno precedente, quando Canopy impiegava 3.151 persone.

Nel quarto trimestre dell’anno fiscale 2023, il fatturato netto di Canopy di CA $ 88 milioni è stato inferiore del 14% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso.

La perdita netta della società nel trimestre gennaio-marzo è stata di CA $ 648 milioni, che secondo Canopy è stata determinata principalmente da un aumento dei costi di svalutazione delle attività e di ristrutturazione.

Il free cash flow nel trimestre è stato un deflusso di CA $ 143 milioni.

Canopy ha registrato una riduzione del debito di circa 500 milioni di dollari canadesi dal secondo trimestre dell’anno fiscale 2023 al primo trimestre dell’anno fiscale 2024.

Canopy aveva contanti e investimenti a breve termine per un valore di CA $ 783 milioni al 31 marzo.

Le azioni di Canopy sono quotate come WEED alla Borsa di Toronto e CGC al Nasdaq.

I Kansas City Royals firmano il secondo accordo di sponsorizzazione CBD del baseball professionista

7 giugno 2023

/https://mjbizdaily.com/pure-spectrum-cbd-signs-sponsorship-deal-with-kansas-city-royals/

By MJBizDaily Staff

I Kansas City Royals sono la seconda squadra della Major League Baseball a collaborare con una società di CBD.

Il team con sede nel Missouri ha firmato un accordo con Pure Spectrum CBD, con sede in Colorado, progettato per educare gli appassionati di baseball sui benefici del cannabidiolo, secondo la stazione televisiva di Kansas City KSHB.

La mossa dei Royals arriva dopo che Mynd Drinks ad aprile è diventato lo sponsor ufficiale del CBD dei Chicago Cubs dopo che la Major League Baseball ha annunciato nel 2022 che avrebbe consentito tali partnership.

I termini dell’accordo Royals-Pure Spectrum non sono stati annunciati. Ma la partnership è già iniziata con l’attivazione del marchio, l’esperienza esterna del Pure Spectrum Lodge, presso il campo di casa della squadra, il Kauffman Stadium. Lì, i fan sono invitati a uscire e guardare la partita mentre imparano a conoscere il CBD.

“Come qualcuno che è cresciuto a Kansas City, questa partnership con i Kansas City Royals è più di un ‘sogno che si avvera’ per me“, ha dichiarato Dan Huerter, CEO di Pure Spectrum.

Tetraidrocannabinolo (THC) in pazienti con sindrome fibromialgica (FMS).

8 giugno 2023

Uno studio retrospettivo dei cambiamenti nel dolore, nelle variabili psicometriche e nel consumo di analgesici durante la terapia del dolore multimodale interdisciplinare ospedaliera (IMPT)]

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37289246/

Contesto: dal 1 marzo 2017, la cannabis terapeutica (MC) può essere prescritta a livello nazionale in Germania. Ad oggi, sono stati condotti numerosi studi qualitativamente diversi sull’efficacia della MC nella sindrome fibromialgica (FMS).

Obiettivo: Lo scopo dello studio era di indagare l’efficacia del THC nel corso della terapia del dolore multimodale interdisciplinare (IMPT) sul dolore e su diverse variabili psicometriche.

Materiali e metodi: per lo studio, nel periodo 2017-2018, tutti i pazienti nel reparto del dolore di una clinica che soffrivano di FMS e sono stati trattati in un ambiente interdisciplinare multimodale sono stati selezionati in base ai criteri di inclusione. I pazienti sono stati esaminati separatamente in base ai gruppi con e senza THC riguardo all’intensità del dolore, ai vari parametri psicometrici e al consumo di analgesici durante il soggiorno.

Risultati: Dei 120 pazienti FMS inclusi nello studio, 62 pazienti (51,7%) sono stati trattati con THC. Nei parametri di intensità del dolore, depressione e qualità della vita, c’è stato un miglioramento significativo nell’intero gruppo durante il soggiorno (p <0,001), che è stato significativamente maggiore attraverso l’uso di THC. In cinque dei sette gruppi di analgesici esaminati, la dose è stata ridotta o il farmaco interrotto significativamente più spesso nei pazienti trattati con THC.

Conclusione: i risultati forniscono indicazioni che il THC può essere considerato un’alternativa medica in aggiunta alle sostanze precedentemente raccomandate in varie linee guida.

Le scorte di cannabis invendute del Canada salgono a 1,5 miliardi di grammi

6 giugno 2023 – Aggiornato il 6 giugno 2023

Di Matt Lamers, redattore internazionale

https://mjbizdaily.com/canadas-unsold-cannabis-inventory-balloons-to-1-5-billion-grams/

I fallimenti aziendali e il consolidamento non sono riusciti a impedire alle scorte canadesi di cannabis invenduta di raggiungere un nuovo massimo nell’ultimo trimestre del 2022, l’ultimo segnale che la contrazione dei prezzi e dei margini potrebbe continuare a spremere le aziende. Le scorte di cannabis essiccata confezionata e non confezionata sono balzate al massimo storico di 1,47 miliardi di grammi (3,2 milioni di libbre) a dicembre 2022, secondo gli ultimi dati di Health Canada, che tiene traccia delle scorte complessive invendute di produttori, grossisti e rivenditori autorizzati. Si tratta di un aumento rispetto a 1,3 miliardi di grammi nel dicembre 2021. A dicembre 2022, i coltivatori autorizzati a livello federale disponevano di 1,39 miliardi di grammi di scorte confezionate e non confezionate, mentre negozi e grossisti detenevano 80,7 milioni di grammi di scorte confezionate. I dati suggeriscono che l’industria della cannabis del paese rimane attanagliata da uno squilibrio tra domanda e offerta, anche se molti dei maggiori produttori hanno messo fuori servizio i loro più grandi impianti di coltivazione. L’anno scorso, ad esempio, Aurora Cannabis ha chiuso la sua struttura di punta Aurora Sky a Edmonton, Alberta, una delle più grandi del Canada. Si ritiene che la situazione di eccesso di offerta sia uno dei fattori che spingono al ribasso i prezzi della cannabis. Secondo l’indice dei prezzi al consumo di Statistics Canada, il prezzo al dettaglio della cannabis è diminuito di quasi il 30% dal 2018, quando il Canada ha legalizzato le vendite per uso adulto. Altre stime suggeriscono che il calo complessivo dei prezzi è più grave. Secondo il Canadian Cannabis Exchange (CCX), una piattaforma di trading dal vivo per la marijuana all’ingrosso B2B, i prezzi all’ingrosso nel paese sono crollati di oltre il 40% solo lo scorso anno.

Ipercompetizione

Il calo dei prezzi sta mettendo a dura prova le imprese lungo la catena di approvvigionamento della cannabis in Canada. Quattordici delle 35 richieste presentate al Companies’ Creditors Arrangement Act (CCAA) in Canada tra il 1° gennaio e il 22 dicembre dello scorso anno riguardavano aziende che operano nel settore della cannabis. Le dichiarazioni sono equivalenti alle dichiarazioni di fallimento negli Stati Uniti. “Non credo che manchi concorrenza in Canada, penso che ci sia una concorrenza eccessiva”, ha affermato Elad Barak, CEO di Djot, un’azienda con sede a Toronto che vende distributori di cannabis e sistemi di capsule per concentrati. “Stanno coltivando cannabis perché è quello che sanno fare. Ma quando vanno a venderlo, non possono”, ha detto. “Si vedono due risultati: alcune aziende stanno fallendo, ma la cannabis non scompare. Lo tengono o lo vendono” attraverso la liquidazione delle scorte invendute, mentre le aziende falliscono, ha detto. Citando gli ultimi dati di Health Canada, Barak ha osservato che ora ci sono quasi 1.000 produttori autorizzati in Canada che competono in varie parti della catena di approvvigionamento regolamentata a livello federale. Il numero non ha smesso di crescere dalla legalizzazione nell’ottobre 2018, nonostante le aziende siano uscite dal settore tramite consolidamento e altre tramite la CCAA. Dalla scorsa estate, c’erano 886 coltivatori, trasformatori e venditori autorizzati ai sensi del Cannabis Act canadese. Quella cifra era di circa 730 nel 2021. Nel 2020 e nel 2019 i numeri erano rispettivamente 440 e 206.

Record ”Croptober”

I coltivatori canadesi hanno prodotto una quantità record di cannabis durante il “croptober” dello scorso autunno, quando arriva la maggior parte del raccolto di cannabis outdoor. La cannabis essiccata prodotta lo scorso settembre, ottobre e novembre ha totalizzato 640 milioni di grammi, con un aumento del 14% su base annua. Negli stessi tre mesi del 2021 sono stati prodotti circa 560 milioni di grammi di cannabis essiccata. Secondo i dati di Health Canada, in tutto il 2022 sono stati prodotti circa 2 miliardi di grammi di cannabis. Per fare un esempio, nello stesso anno, secondo Cooper Ashley, responsabile dell’analisi presso la società di dati sulla cannabis Headhead, con sede a Seattle, sono stati venduti al dettaglio circa 360 milioni di grammi di fiori essiccati e pre-roll in Alberta, British Columbia, Ontario e Saskatchewan. Queste province rappresentano circa i tre quarti del mercato canadese.

Superficie coltivata in calo

Secondo i dati di Health Canada, l’area di coltivazione autorizzata del Canada continua a diminuire. Nel dicembre 2022, l’area totale all’interno dei siti autorizzati a livello federale in cui si sono svolte attività di coltivazione di cannabis indoor/in serra misurava 1.595.724 metri quadrati. Si tratta di un valore inferiore di quasi il 30% rispetto al massimo storico di 2.217.216 metri quadrati raggiunto nel maggio 2020. Anche l’area delle serre di cannabis come percentuale di tutta l’area delle serre – comprese quelle utilizzate per la coltivazione di ortaggi – è in declino. Al suo apice nel 2020, la coltivazione di cannabis rappresentava poco più dell’11% dello spazio totale in serra del Canada. Ad oggi, la cannabis rappresenta il 7,6% della superficie totale coltivata in serra e indoor del Canada, con una riduzione di oltre il 30%. La superficie di coltivazione all’aperto autorizzata sta diminuendo a un ritmo molto più lento. L’area in cui si sono svolte le attività di coltivazione all’aperto nel dicembre 2022 misurava 595 ettari (1.470 acri). Si tratta di un valore inferiore di circa il 16% rispetto al massimo storico raggiunto nel dicembre 2021, quando 713 ettari erano utilizzati per la coltivazione di cannabis.

Le imprese si adattano

Alcune aziende hanno adottato strategie per far fronte al calo dei prezzi e all’aumento delle scorte. SNDL, un produttore e rivenditore di cannabis con sede in Alberta, ha lanciato un marchio di vendita al dettaglio “pop-up” chiamato Firesale Cannabis. I punti vendita temporanei sono negozi che non sono destinati ad essere permanenti. In una presentazione agli investitori, SNDL ha definito la strategia pop-up una “soluzione alle sfide di sostenibilità che l’industria della cannabis deve affrontare”. “I nostri pop-up per la liquidazione della cannabis aiutano i produttori autorizzati a vendere inventario invecchiato a prezzi fortemente scontati, con l’obiettivo di fornire i prodotti a base di cannabis più convenienti in Canada.” SNDL gestiva due negozi Firesale dal 12 maggio 2023. Adam Coates, chief revenue officer di Decibel Cannabis Co. – uno dei principali produttori di cannabis in Canada per vendite – ha affermato che il calo dei prezzi nei segmenti discount e value mette sotto pressione i segmenti core e premium. “I prezzi in queste categorie sono relativi, quindi mentre ci sono molte opzioni di sconto e valore per i fiori secchi, i segmenti core e premium più redditizi vedono diminuire i volumi quando la differenza di prezzo tra i livelli di prezzo più bassi si allarga”, ha detto a MJBizDaily in un colloquio telefonico. “Ha un impatto sul modo in cui pensiamo alla nostra strategia di prezzo e su ciò che è necessario per avere successo nel settore dei fiori secchi.” Coates ha detto che Decibel vende tutta la cannabis che produce. Ha affermato che il prezzo viene utilizzato come fattore principale da alcuni concorrenti per ottenere quote di mercato e crescita dei volumi. “Ma questo elimina anche tutta la redditività, perché le accise rimangono le stesse, indipendentemente da dove si trovino i prezzi (quando il prezzo è inferiore a $ 10 al grammo)”, ha detto. “Ad un certo punto, tutto questo dovrà finire.”

Matt Lamers può essere raggiunto all’indirizzo matt.lamers@mjbizdaily.com.

 

L’inventario di cannabis invenduta in Canada sale a 1,5 miliardi di grammi

6 giugno 2023

https://mjbizdaily.com/canadas-unsold-cannabis-inventory-balloons-to-1-5-billion-grams/

Matt Lamers, redattore internazionale

I fallimenti e il consolidamento delle imprese non sono riusciti ad impedire alle scorte canadesi di cannabis invenduta di raggiungere un nuovo massimo nell’ultimo trimestre del 2022, l’ultimo segnale che la contrazione dei prezzi e dei margini potrebbe continuare a comprimere le aziende.
L’inventario confezionato e non confezionato di cannabis essiccata è balzato al massimo storico di 1,47 miliardi di grammi (3,2 milioni di sterline) a dicembre 2022, secondo gli ultimi dati di Health Canada, che tiene traccia delle scorte complessive invendute di produttori autorizzati, grossisti e dettaglianti.
Si tratta di un aumento rispetto a 1,3 miliardi di grammi nel dicembre 2021. I coltivatori con licenza federale erano seduti su 1,39 miliardi di grammi di inventario confezionato e non imballato a dicembre 2022, mentre i negozi e i grossisti detenevano 80,7 milioni di grammi di inventario confezionato.
I dati suggeriscono che l’industria della cannabis del paese rimane in preda a uno squilibrio tra domanda e offerta, anche se molti dei maggiori produttori hanno messo fuori servizio le loro più grandi strutture di coltivazione. L’anno scorso, ad esempio, Aurora Cannabis ha chiuso la sua struttura ammiraglia Aurora Sky a Edmonton, Alberta, una delle più grandi del Canada.
Si ritiene che la situazione di eccesso di offerta sia uno dei fattori che spingono al ribasso i prezzi della cannabis. Il prezzo al dettaglio della cannabis è diminuito di quasi il 30% dal 2018, quando il Canada ha legalizzato le vendite per uso adulto, secondo l’indice dei prezzi al consumo di Statistics Canada. Altre stime suggeriscono che il calo complessivo dei prezzi è più grave. I prezzi all’ingrosso nel paese sono crollati di oltre il 40% solo lo scorso anno, secondo il Canadian Cannabis Exchange (CCX), una piattaforma di trading dal vivo per la marijuana all’ingrosso.
Ipercompetizione
Il calo dei prezzi sta mettendo sotto pressione le imprese lungo la filiera della cannabis in Canada.
Quattordici delle 35 richieste di Companies’ Creditors Arrangement Act (CCAA) in Canada tra il 1 gennaio e il 22 dicembre dello scorso anno hanno coinvolto aziende che operano nel settore della cannabis.
Le dichiarazioni sono equivalenti alle dichiarazioni di fallimento negli Stati Uniti. “Non credo che ci sia una mancanza di concorrenza in Canada, penso che ci sia una concorrenza eccessiva”, ha affermato Elad Barak, CEO di Djot, un’azienda con sede a Toronto che vende distributori di cannabis e sistemi di capsule per concentrati. “Stanno coltivando cannabis perché è quello che sanno fare. Ma quando vanno a venderlo, non possono”, ha detto. “Stai vedendo due risultati: alcune aziende stanno fallendo, ma la cannabis non scompare. Lo detengono o lo vendono “tramite liquidazioni di scorte invendute, mentre le aziende falliscono, ha detto.
Citando gli ultimi dati di Health Canada, Barak ha osservato che ora ci sono quasi 1.000 produttori autorizzati in Canada che competono in varie parti della catena di approvvigionamento regolamentata a livello federale.
Il numero non ha smesso di crescere dalla legalizzazione nell’ottobre 2018, nonostante le società siano uscite dal settore tramite il consolidamento e altre tramite il CCAA. A partire dalla scorsa estate, c’erano 886 coltivatori, trasformatori e venditori autorizzati ai sensi del Cannabis Act canadese. Quella cifra era di circa 730 nel 2021. Nel 2020 e nel 2019 i numeri erano rispettivamente 440 e 206.
Record ‘croptober’
I coltivatori canadesi hanno prodotto una quantità record di cannabis durante il “croptober” dello scorso autunno, quando arriva la maggior parte del raccolto di cannabis all’aperto. La cannabis essiccata prodotta lo scorso settembre, ottobre e novembre ha totalizzato 640 milioni di grammi, con un aumento anno su anno del 14%. Negli stessi tre mesi del 2021 sono stati prodotti circa 560 milioni di grammi di cannabis essiccata. In tutto il 2022 sono stati prodotti circa 2 miliardi di grammi di cannabis, secondo i dati di Health Canada.
In prospettiva, nello stesso anno, circa 360 milioni di grammi di fiori secchi e pre-roll sono stati venduti al dettaglio in Alberta, British Columbia, Ontario e Saskatchewan, secondo Cooper Ashley, responsabile dell’analisi presso la società di dati sulla cannabis Headset con sede a Seattle. Quelle province rappresentano circa i tre quarti del mercato canadese.
Area di coltivazione in calo
L’area di coltivazione autorizzata del Canada continua a diminuire, secondo i dati di Health Canada.
L’area totale all’interno dei siti con licenza federale in cui si sono svolte attività di coltivazione di cannabis indoor/in serra misurava 1.595.724 metri quadrati nel dicembre 2022. Quasi il 30% in meno rispetto al massimo storico di 2.217.216 metri quadrati raggiunto a maggio 2020. Anche l’area delle serre di cannabis in percentuale di tutta l’area delle serre, comprese quelle utilizzate per la coltivazione di ortaggi, è in declino. Al suo apice nel 2020, la coltivazione di cannabis rappresentava poco più dell’11% dello spazio totale delle serre del Canada.
Ad oggi, la cannabis rappresenta il 7,6% dell’area totale di coltivazione in serra e indoor del Canada, una riduzione di oltre il 30%. L’area di coltivazione all’aperto con licenza sta diminuendo a un ritmo molto più lento. L’area in cui si sono svolte le attività di coltivazione all’aperto nel dicembre 2022 misurava 595 ettari (1.470 acri). Si tratta di circa il 16% in meno rispetto al massimo storico raggiunto nel dicembre 2021, quando 713 ettari sono stati utilizzati per la coltivazione della cannabis.
Le imprese se la cavano
Alcune aziende hanno adottato strategie per far fronte al calo dei prezzi e all’aumento delle scorte.
SNDL, un produttore e rivenditore di cannabis con sede in Alberta, ha lanciato un marchio di vendita al dettaglio “pop-up” chiamato Firesale Cannabis. I punti vendita pop-up sono negozi che non sono destinati a essere permanenti. In una presentazione per gli investitori, SNDL ha definito la strategia pop-up una “soluzione alle sfide di sostenibilità che l’industria della cannabis deve affrontare”. “I nostri pop-up per la liquidazione della cannabis aiutano i produttori con licenza a vendere inventario invecchiato a prezzi fortemente scontati, con l’obiettivo di fornire i prodotti a base di cannabis più convenienti in Canada”. SNDL gestiva due negozi Firesale a partire dal 12 maggio 2023.
Adam Coates, chief revenue officer di Decibel Cannabis Co. – uno dei principali produttori di cannabis in Canada per vendite – ha affermato che il calo dei prezzi nei segmenti discount e value mette sotto pressione i segmenti core e premium. “Il prezzo in queste categorie è relativo, quindi mentre ci sono molte opzioni di sconto e valore per i fiori secchi, i segmenti core e premium più redditizi vedono diminuire il volume quando la differenza di prezzo tra quei livelli di prezzo più bassi si amplia”, ha detto a MJBizDaily in un colloquio telefonico. “Ha un impatto su come pensiamo alla nostra strategia di prezzo e su cosa è necessario per avere successo con i fiori secchi”. Coates ha detto che Decibel vende tutta la cannabis che produce. Ha affermato che il prezzo viene utilizzato come fattore principale da alcuni concorrenti per ottenere quote di mercato e crescita dei volumi. “Ma questo elimina anche tutta la redditività, perché le accise rimangono le stesse indipendentemente da dove si trova il prezzo (se il prezzo è inferiore a $ 10 al grammo)”, ha affermato.
“Ad un certo punto, questo deve finire.”
Matt Lamers è raggiungibile all’indirizzo matt.lamers@mjbizdaily.com

 

Analisi dei modelli di erogazione e utilizzo dei prodotti a base di cannabis terapeutica nei dispensari di cannabis con licenza statale

6 giugno 2023

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/37285183/

Kimberson Tanco et al. J Palliat Med. 2023.

Per comprendere i modelli di erogazione e utilizzo del mondo reale della cannabis medica (MC) e il suo impatto finanziario sui pazienti, abbiamo analizzato il database di un’azienda di cannabis autorizzata nello stato di New York.

Obiettivi: valutare i rapporti di dose di tetraidrocannabinolo (THC)/cannabidiolo (CBD), l’associazione di varie condizioni mediche alla dose di THC/CBD e il costo dei prodotti in pazienti registrati che ricevono MC da quattro dispensari statali autorizzati.

Design: analisi retrospettiva condotta su dati resi anonimi tra il 1° gennaio 2016 e il 31 dicembre 2020 che elenca 422.201 prodotti erogati da 32.845 persone di età pari o superiore a 18 anni.

Ambiente/Soggetti: Pazienti adulti con certificazione medica per uso di cannabis a New York, USA.

Misurazioni: il database includeva l’età del paziente, il sesso, le condizioni mediche qualificanti, il tipo e la dose del prodotto, le indicazioni sui farmaci e la quantità di prodotto erogato.

Risultati: I risultati hanno mostrato un’età media di 53 anni con il 52% dei pazienti di sesso femminile. È stato riscontrato che i maschi usano più prodotti rispetto alle femmine (1,06:1). Il dolore (85%) era la condizione medica più comune e l’inalazione (57%) la via più comune, tranne quando utilizzata per il trattamento del cancro e le condizioni neurologiche. Gli individui hanno ricevuto una mediana di sei prescrizioni per un costo medio di $ 50/prodotto. I rapporti medi THC:CBD erano 28:0,5 mg/giorno e 12:0,25 mg/dose. Le condizioni neurologiche hanno dimostrato il costo medio più elevato [media (intervallo di confidenza al 95% {CI}): $ 73 ($ 71-$ 75)] e CBD/dose media per prodotto [media (95% CI): 5,89 (5,38-6,40)]. Gli individui con una storia di disturbo da uso di sostanze che utilizzavano MC come sostanza alternativa hanno mostrato la media più alta di THC/dose [media (IC 95%): 14,25 (13,36-15,14)].

Conclusione: MC è stato utilizzato per varie condizioni mediche con variabilità nel rapporto THC:CBD osservata a seconda della condizione. La variazione dei costi è stata osservata anche in base alle condizioni mediche dell’individuo.

I ricercatori combinano cannabis e psilocibina per trattamenti medici

30 maggio 2023

https://mjbizdaily.com/researchers-combine-cannabis-and-psilocybin-for-medical-treatments/
By David Hodes

La combinazione di cannabinoidi e psilocibina in un’unica formula per il trattamento di problemi di salute fisica e mentale ha compiuto un ulteriore passo avanti verso la realtà, come descritto in un brevetto di prodotto di un importante laboratorio di cannabinoidi, CaaMTech.
CaaMTech, con sede a Issaquah, Washington, a meno di 20 miglia a sud-est di Seattle, sta analizzando come le due sostanze interagiscono tra loro e gli specifici risultati di salute fisica e mentale che ci si può aspettare.

Il loro prodotto purificato psilocibina-cannabinoide è nelle prime fasi di sviluppo in questo momento. Questo sviluppo del brevetto sta arrivando in un momento in cui ci sono più informazioni genetiche sia sulla cannabis che sulla psilocibina, aprendo la porta all’esplorazione di altri modi in cui queste due sostanze potrebbero lavorare insieme e forse essere combinate in nuovi prodotti commerciali. Ad esempio, è stato scoperto che la cannabis combinata con la psilocibina riduce i tumori nel cancro al seno nel caso specifico di una donna di 49 anni.
Quella scoperta ha portato i ricercatori a concludere che “sono state riportate prove aneddotiche e reali sull’effetto terapeutico dei cannabinoidi e degli psichedelici nel ridurre sia la proliferazione tumorale che l’aiuto come medicina palliativa per trattare il dolore e il disagio psicologico associati al cancro e alla chemioterapia“.
I ricercatori ora affermano di poter immaginare una soluzione unica a gravi problemi di salute mentale e infiammazione che utilizzi le proprietà di entrambi, possibilmente mescolando la psilocibina con un cannabinoide minore come il cannabicromene (CBC), che è uno dei cannabinoidi più abbondanti. nella pianta.
“Certamente si può fare”, ha detto a MJBizDaily Charlie Bowman, presidente e CEO della società canadese di cannabis Hexo Corp..
“Il CBC è difficile da coltivare, è difficile da sintetizzare, quindi è costoso”, ha aggiunto.
“Se prendo solo un po’ di CBC e lo abbino ai funghi psilocibina, sarò in grado di ottenere un prezzo diverso che lo aprirà a più clienti e consumatori.
“Quindi puoi mettere il CBC in una forma solubile in acqua, e poi metterlo con i funghi, potresti effettivamente consumarlo come tè.”
Daniel McQueen, l’autore di “Psychedelic Cannabis” e direttore esecutivo del Center for Medicinal Mindfulness di Boulder, in Colorado, sta facendo una terapia psichedelica assistita dalla cannabis presso l’organizzazione che coinvolge la facilitazione delle esperienze individuali di cannabis psichedelica e ketamina con supervisione medica, sessioni di meditazione guidata , coaching individuale, lezioni e supporto comunitario.
Ha convenuto che una pillola di psilocibina-cannabis, o composto combinato, è “totalmente fattibile”.
“Ma siamo in grado di indurre stati psichedelici con la cannabis senza altri psichedelici”, ha detto a MJBizDaily.

“Lavoriamo regolarmente con la cannabis come sostanza psichedelica per gli stessi motivi per cui le persone assumono psilocibina e altri medicinali.
“Quindi immagina un’esperienza psichedelica di tre ore a livello di DMT con il supporto emotivo dell’MDMA e la capacità di mantenere il tuo senso di azione (il controllo sulle azioni e le loro conseguenze)”, ha aggiunto McQueen, riferendosi alla droga allucinogena dimetiltriptamina.
“Questo è ciò che stiamo sperimentando con la cannabis psichedelica”.

Vari ostacoli
Ci sono seri ostacoli alla creazione di un composto combinato.
I cannabinoidi e gli psichedelici agiscono su diversi recettori nel cervello.
I cannabinoidi come il THC si legano principalmente al recettore dei cannabinoidi CB1; Il CBC si lega principalmente al recettore CB2.
Gli psichedelici come la psilocibina si legano principalmente ai recettori della serotonina 5-HT2A.
Ma ci sono state ricerche che dimostrano che il cannabinoide CBD può legarsi alla serotonina e che, quando la serotonina è unita a un recettore cannabinoide CB2, la combinazione risultante può fare cose che nessuno dei due recettori può fare da solo.
Ad esempio, secondo uno studio del 2022 condotto da scienziati spagnoli che indagano sull’ischemia (una condizione che causa l’interruzione del flusso sanguigno) nei suinetti appena nati, gli effetti neuroprotettivi sono stati causati da un recettore della serotonina attivato dal CBD.
“In effetti, si ritiene che i principali effetti neuroprotettivi del CBD siano correlati all’attivazione del recettore 5-HT1A (che è uno dei tre recettori della serotonina a cui si lega la psilocibina)”, ha rilevato lo studio.

Tumori, lesioni cerebrali e PTSD
Incoraggiata dal potenziale del composto combinato, la comunità della cannabis terapeutica è sempre più entusiasta.
Ad esempio, è stato scoperto che la cannabis combinata con sostanze psichedeliche riduce significativamente i tumori nel cancro al seno.
Un altro lavoro presso l’Università di Miami sta esaminando la combinazione di CBD e psilocibina in una pillola per il trattamento di lesioni cerebrali traumatiche e disturbo da stress post-traumatico.
E una nuova ricerca basata sulle risposte a un sondaggio suggerisce che la cannabis e aiuta con la terapia assistita da sostanze psichedeliche, citando una potenziale sovrapposizione nei bersagli dei recettori.
“Gli effetti psicologici terapeuticamente desiderabili associati agli psichedelici possono, in teoria, essere potenziati dall’uso concomitante di cannabis”, secondo il Centre for Psychedelic Research dell’Imperial College di Londra.
“La cannabis stessa induce effetti soggettivi che sono simili ad alcuni effetti degli psichedelici, come euforia, cambiamenti nella percezione del tempo, intensificazione della percezione sensoriale e pensiero iper-associativo”, hanno concluso i ricercatori dell’Imperial dalle risposte a un sondaggio di 321 partecipanti da 40 Paesi.
“Mentre le basi molecolari degli effetti sinergici tra cannabis e sostanze psichedeliche non sono state esplorate nel presente studio, i risultati ottenuti suggeriscono la sua esistenza”.
Nonostante gli psichedelici serotoninergici e la cannabis abbiano modalità di azione apparentemente diverse, hanno riferito i ricercatori dell’Imperial, “studi recenti hanno portato all’attenzione un potenziale grado di sovrapposizione nei bersagli dei recettori di entrambe queste classi di farmaci”.

Somiglianze tra cannabis e sostanze psichedeliche
Altre ricerche stanno esplorando le opzioni su cannabis e sostanze psichedeliche che si imitano a vicenda. Ad esempio, alcuni cannabinoidi recentemente scoperti offrono, in effetti, uno sballo più alto e uno sballo più psichedelico, che potrebbe essere utilizzato per la terapia assistita da sostanze psichedeliche senza altri psichedelici.
Il controverso e potenzialmente pericoloso THC-O ne è un esempio.
Il THC-O, noto anche come estere acetato di THC, è relativamente nuovo, un “cannabinoide sintetico” creato tramite sintesi chimica che fornisce un pugno inebriante.
Secondo Forbes, i consumatori riferiscono che il THC-O provoca una psicoattività più spirituale o psichedelica rispetto ad altri cannabinoidi.
Un altro cannabinoide scoperto di recente è il THCP.
I ricercatori dicono che potrebbe essere fino a 33 volte più forte del THC e potrebbe essere la salsa segreta di alcune varietà di cannabis.
Cosa farà agli umani – se potrebbe essere più forte di uno psichedelico e, quindi, potrebbe sostituire uno psichedelico come terapeutico – non è noto a questo punto.
“Secondo noi, questo composto dovrebbe essere incluso nell’elenco dei principali fitocannabinoidi da determinare per una corretta valutazione dell’effetto farmacologico degli estratti di cannabis somministrati ai pazienti”, ha concluso uno studio del 2019 condotto da una schiera di ricercatori italiani.
“In effetti, crediamo che la scoperta di un fitocannabinoide simile al THC estremamente potente possa far luce su diversi effetti farmacologici non attribuibili esclusivamente al delta-9 THC.
“La presenza di questo nuovo fitocannabinoide potrebbe spiegare le proprietà farmacologiche di alcune varietà di cannabis difficili da spiegare con la presenza del solo delta-9 THC”.
E ci sono sostanze psichedeliche in cui l’effetto allucinatorio è stato progettato, diventando essenzialmente antidepressivi non psichedelici.
Un gruppo di ricerca guidato dal dottor Bryan Roth, professore di farmacologia presso la University of North Carolina School of Medicine, ha sviluppato un nuovo composto che colpisce lo stesso bersaglio cellulare cerebrale delle droghe psichedeliche nei topi, innescando un’azione antidepressiva di lunga durata senza effetti psichedelici .
L’obiettivo è creare una droga che non sia psichedelica ma che abbia le azioni terapeutiche degli psichedelici“, ha detto Roth a MJBizDaily.
Roth è scettico su una combinazione di sostanze psichedeliche/cannabis.
Quello che fa la cannabis è abbassare l’attività dei neuroni, fondamentalmente, in tutto il cervello“, ha detto Roth.
“Quello che fanno gli psichedelici è aumentare l’attività neuronale in un particolare tipo di neurone nel cervello. Quindi gli effetti sono completamente diversi”.
La linea di fondo è che ricercatori come Roth stanno ancora lavorando per trovare soluzioni migliori per lavorare su problemi di salute mentale, qualunque sia la sostanza che comporta.
“Stiamo iniziando a ricevere segnalazioni ora che dopo sei mesi o un anno, in molti pazienti, l’effetto (nella terapia assistita da psilocibina) tende a svanire, e forse hanno bisogno di prendere di nuovo la psilocibina o meno”, ha detto Roth.
“Semplicemente non lo sappiamo.”
Ha detto che i ricercatori stanno ancora cercando di capire come agiscono le droghe psichedeliche nel cervello.
Roth ha osservato in un articolo del marzo 2022 di aver co-scritto che sono state formate quasi 60 società per esplorare le opportunità per gli psichedelici nel trattamento di diverse malattie, nonostante l’incertezza su quali aspetti dell’attività del recettore 5-HT2A nel sistema nervoso centrale siano responsabili degli effetti terapeutici. .
È ancora piuttosto misterioso su cosa diavolo sta succedendo“, ha detto.